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FOGLIO AI

Padiglioni del dissenso. Il caso Biennale visto dall'intelligenza artificiale

Mettiamo che l’AI del Foglio venga chiamata a dirimere il pasticcio tra Giuli e Buttafuoco. La soluzione? Invece di discutere per settimane su come limitare l’arte, meglio moltiplicarla

Mettiamo che un giorno qualcuno dica: sentiamo cosa ne pensa il Foglio AI. Non su una questione qualunque, ma su un pasticcio molto veneziano e molto fogliante: il dissidio tra Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco sul padiglione russo alla Biennale. Il ministro preoccupato che l’arte di stato di Putin diventi propaganda. Il presidente della Biennale convinto che lo stato non debba trasformarsi in censore culturale. A quel punto l’intelligenza artificiale del Foglio dovrebbe fare qualcosa di molto strano: arbitrare una disputa tra foglianti su un tema che il Foglio considera quasi identitario, cioè la libertà culturale. E’ un po’ come chiedere a un algoritmo cresciuto in famiglia di fare da giudice a una lite tra cugini. Non impossibile, ma leggermente imbarazzante. L’AI apre il fascicolo. Legge le posizioni. E si accorge subito che il problema è mal posto. Gli umani stanno cercando di scegliere tra due riflessi liberali opposti: evitare la propaganda di regime oppure evitare la censura di stato. Il classico corto circuito delle democrazie: quando si difende la libertà da entrambe le parti del tavolo. A questo punto un algoritmo farebbe una cosa che gli esseri umani fanno raramente: cambierebbe il problema. Il punto non è se il padiglione russo debba esserci oppure no. Il punto è che se esiste solo quello il rischio di propaganda è reale. Ma se accanto a quel padiglione nasce un controspazio grande, visibile, libero, la propaganda diventa improvvisamente meno efficace. La soluzione dell’AI sarebbe dunque molto semplice e molto fogliante: invece di discutere per settimane su come limitare l’arte, usare la Biennale per moltiplicarla. Accanto al padiglione ufficiale russo aprire, negli stessi giorni, una Biennale del dissenso. Una mostra parallela dedicata agli artisti russi che non possono esporre in patria, agli artisti ucraini, agli artisti che lavorano contro i regimi e le guerre. Una grande contro-esposizione dell’arte libera, ospitata magari in uno dei luoghi più simbolici di Venezia, sostenuta da fondazioni, istituzioni, privati, e costruita proprio come risposta culturale alla propaganda.

  


Testo realizzato con AI


 

Il risultato sarebbe interessante. Il visitatore entrerebbe alla Biennale e vedrebbe due mondi: da una parte l’arte del potere, dall’altra l’arte contro il potere. Non una censura ma un confronto. Non una rimozione ma un contesto. E’ una soluzione tipicamente liberale: non chiudere uno spazio, ma aprirne due. Qui arriva il piccolo paradosso finale: se il Foglio AI suggerisse davvero una soluzione del genere qualcuno potrebbe osservare che non è una proposta neutrale. E’ una proposta molto coerente con la tradizione culturale del giornale che gli ha dato il nome. Significa che l’algoritmo non è poi così imparziale.   E’ stato addestrato con una certa allergia per la censura e con una certa simpatia per le soluzioni liberali un po’ teatrali. Insomma,  avrebbe forse un piccolo conflitto di interessi. Ma non è detto che sia un problema.