Jack&Ringhio per riscoprirsi provinciali e vincenti

Che spirito, quello del Milan contro il Bologna

12 Dicembre 2017 alle 10:13

Jack&Ringhio per riscoprirsi provinciali e vincenti

Oggi è andata bene così. Nelle parole sussurrate a fine partita dal nostro vero, forse unico, fuoriclasse, Jack Bonaventura, sta la misurata sintesi della vittoria sul Bologna dell’indimenticato Roberto Donadoni. Ma sì, contentiamoci. Erano settimane che speravo di potergli tessere un bell’elogio completo e senza ombre, ed ecco che il nostro provvidenziale Signor Bonaventura – benché in una partita che poteva finire come a Benevento, una partita rognosa, sciocca in gran parte della sua gestione, fitta di amnesie difensive e di rischi inesplicabili – timbra una doppietta di quelle capaci di rianimare, si spera non in maniera effimera, lo stracco cavallo stramazzato già troppe volte a terra.

 

Quel cavallo rossonero che Rino Gattuso sta tentando di far trottare (galoppare mi pare un pocolino fuor di portata) ricorrendo a tutte le sue rinomate doti tattico-strategiche: tigna, scleri, volontà di ferro, tensione agonistico-mentale sopra le righe. Vederlo, al termine del match, invasato come quando annullava Cristiano Ronaldo in quel glorioso Milan-Manchester 3-0, be’, sì, fa un po’ di tenerezza.

 

Gli antichi fasti, per carità, basta pensarci o diam fuori di matto. Ma forse (anche) di questo spirito garibaldino e provinciale abbiamo bisogno. Mentre non abbiamo bisogno di certo di scricchiolare paurosamente ogni volta che passiamo in vantaggio, come anche domenica puntualmente è successo.

 

Complice la natalizia neve che cadeva a Milano, le belle statuine rossonere del presepe hanno lasciato solo in area come un monaco stilita il Verdi Simone da Travacò Siccomario, Pavia – fenomeno autentico, ma nell’occasione agevolato, diciamo così, dai nostri timidi pastorelli. Sant’Ambroeus, però, ha sgambettato san Siro patrono della città sul Ticino (la cui ricorrenza cade, guarda te, il 9, giusto due giorni dopo quella del più celebre collega).

 

E quando tutto lasciava credere che ci sarebbe stata una Benevento bis, ecco la gibigianna baluginare sul plumbeo Meazza: lo stacco di testa da perfetto centravanti di Bonaventura. Non lo so mica, se così comincia una nuova avventura. Di sicuro, oggi è andata bene così.

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