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il bi e il ba

Il processo alle intenzioni al referendum sulla giustizia

Guido Vitiello

Dalle parole dell'ex procuratore Gian Carlo Caselli a quelle del giudice Giancarlo De Cataldo esce fuori un quadro distopico della giustizia che sarà se dovesse vincere il Sì. Il pm avrebbe così tanto potere che dovrà essere controllato e assoggettato alla politica

Ne hanno fatti, di processi, l’ex procuratore Gian Carlo Caselli e l’ex giudice Giancarlo De Cataldo (l’unica separazione rilevante tra le loro carriere è lo spazio bianco tra il Gian e il Carlo), e questo li rende un po’ meno credibili quando premettono cerimoniosamente di non voler fare un processo alle intenzioni: excusatio non petita è forse il solo brocardo che conosca anche chi è digiuno di diritto. Scrive Caselli, su varie testate, che separando le carriere i pubblici ministeri diventerebbero “un gruppo ristretto e impermeabile altamente specializzato, investito di un potere enorme: decidere chi indagare, quando farlo e con quali priorità, nel nome dell’obbligatorietà dell’azione penale”. E aggiunge che “non si tratta di fare un processo alle intenzioni”, perché è ovvio che “un potere così vasto, esercitato senza contrappesi efficaci, non può restare a lungo privo di controllo”. Dal canto suo De Cataldo ribadisce, sul magazine culturale Lucy, che l’idea secondo cui la riforma porterà all’assoggettamento del pubblico ministero alla politica è “più che un processo alle intenzioni, una constatazione dell’ineluttabile approdo della strada intrapresa”, perché questo pm così autonomo “qualcuno dovrà controllarlo, e provvederà la politica”. Ebbene, chi glielo spiega ai due Giancarli? Hanno ragione, non stanno facendo un processo alle intenzioni, ma solo perché le intenzioni riguardano il futuro, mentre loro stanno descrivendo il presente, la pura e semplice realtà dei fatti. Questo pm distopico che nel nome dell’obbligatorietà dell’azione penale decide chi indagare, quando farlo e con quali priorità non è un ineluttabile approdo, non arriverà a bordo di una navicella extraterrestre, è già oggi qui tra noi; di conseguenza, non è neppure vero che non potrà restare a lungo privo di controllo, perché privo di controllo lo è da diversi decenni. Dunque, Gian Carlo e Giancarlo, se davvero fosse un processo alle intenzioni, in base alle vostre stesse premesse quelle intenzioni dovreste mandarle assolte. Nel nome del popolo italiano.

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