Ansa
IL BI E IL BA
Alla luce del contesto, il testo non fa testo. Anzi rivela il suo sottotesto
L’equivoco sul referendum sulla giustizia consiste nel ritenere che il contesto rilevante sia la situazione politica contingente, quando anch’essa spunta in un humus, generato a sua volta dalla decomposizione della Repubblica. Bisognerebbe invece allargare lo sguardo
Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Guido V. scoprì che nottetempo i suoi connazionali si erano trasformati in uno sciame di studiosi di ermeneutica, che è un po’ meglio di insetti giganti ma neppure tanto. Dovunque si voltasse, una parola lo perseguitava, e questa parola era “contesto”. Nei bar, nelle strade era tutto un frinire, roba da diventar sordi: sì, d’accordo, c’è il testo, ma poi c’è il contesto; e alla luce del contesto, il testo non fa testo, anzi rivela il suo sottotesto; dunque voto no sul testo per dire no al contesto; certo, voterei sì sul testo, in un altro contesto; ma visto il contesto, dico no al testo, anzi lo contesto. Tutti sembravano avere perfettamente chiaro in cosa consistesse, questo benedetto contesto, ma a Guido V., appena sveglio, la faccenda non era altrettanto chiara. Si ricordò allora di una frase letta in un romanzo di Sciascia (quale? ma il Contesto, che domande!) in cui un alto magistrato spiega la genesi di un equivoco molto comune, l’errore di ritenere che l’errore giudiziario sia possibile, che l’amministrazione della giustizia possa produrre ingiustizie: “Naturalmente, questo errore non sorge dal nulla né resta cosí, isolato o quanto meno isolabile: ha tutto un humus, tutto un contesto…”.
Anche il prossimo referendum ha tutto un humus, tutto un contesto, pensò Guido V. L’equivoco – la miopia – consiste nel ritenere che il contesto rilevante sia la situazione politica contingente, quando anch’essa spunta in un humus, generato a sua volta dalla decomposizione della repubblica. Bisognerebbe dunque allargare lo sguardo, e includere nel contesto un orizzonte temporale più vasto, almeno fino al biennio 1992-1993, se non una decina d’anni prima. Già, ma come spiegarlo in breve tempo alle cicale ermeneutiche? Dopo qualche tormento molto kafkiano, Guido V. capì che poteva piegare la parola-ritornello ai suoi fini, bastava infilarla in una frase che almeno i più anziani avrebbero riconosciuto a colpo sicuro. Scese allora in piazza, e con occhi spiritati prese a gridare ai passanti: “Hanno creato un contesto infame”.