Un dettaglio del Martirio di San Sebastiano di Andrea Mantegna, 1481 circa, Museo del Louvre, Parigi
il bi e il ba
San Sebastiano e il santo protettore, che manca, dei rubrichisti dei quotidiani
Anche i rubrichisti sono legati a una colonna, più spesso due. E anche loro vivono sotto il tiro incrociato di mille arcieri. Non se ne lamentano, le critiche lii ringalluzziscono e li temprano
San Sebastiano mio, ti devo delle scuse. Il 20 gennaio ricorreva l’anniversario del tuo martirio e questa rubrica smemorata si è dimenticata di celebrarti, preferendo tenere gli occhi a terra ed esercitarsi sulle solite faccenduole profane. Immagino ora la tua sorpresa, simile a quella del divo importunato a fine concerto da un fan che s’intrufola nel suo camerino: “Ci conosciamo, io e te?”, mi obietterai. “Ti chiami forse Sebastiano? Vieni da una città di cui sono patrono o fai un mestiere che ricade sotto la mia protezione soprannaturale? No? E allora non seccarmi e vai a bussare a san Guido”. C’è un equivoco, però. Io non aspiro a fare il santo con l’onomastico degli altri, è un’altra la ragione della mia devozione. Tu che sei patrono degli arcieri (alla Chiesa non manca il senso dell’umorismo), ma anche dei vigili urbani, degli atleti, dei tappezzieri e di non so quali altre gilde, dedica un pensiero a una categoria rimasta finora senza tutela: i rubrichisti dei quotidiani. Anche noi, come te, siamo legati a una colonna, più spesso due (nel mio caso anche quattro). E anche noi viviamo sotto il tiro incrociato di mille arcieri. Non ce ne lamentiamo, beninteso: se le critiche ci ferissero faremmo un altro mestiere; al contrario, ci ringalluzziscono e ci temprano. Il guaio è che i nostri tiratori hanno spesso una mira pessima. Per ogni freccia che coglie nel segno, faretre intere si perdono nel deserto delle possibilità e delle astrazioni, e la nostra modesta colonnina è accusata non per ciò che effettualmente è, ma per la colpa di non essere tutto ciò che non è. Perché hai scritto di Tizio e non di Caio? Perché, nell’attaccare Sempronio, non hai parlato di Mevio, che è peggio di lui? E non ti accorgi che tacendo su Filano fai il gioco di Calpurnio? E il rubrichista martire che se ne stava lì a petto nudo in attesa di qualche bella punta acuminata deve sprecare la mattina a implorare gli arcieri di aggiustare il tiro. Magari tu, loro patrono, puoi farci qualcosa. (Al che il santo esaudì le mie preghiere, e per tramite di mia moglie mi mandò a dire: “Togliti dai social, scemotto”. Amen).
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