Il Bi e il Ba

Il sistema di vigilanza mediatica di Meloni è guasto

Guido Vitiello

La leader di Fratelli d'Italia prima attacca lo Stato di diritto, poi si lamenta del diverso trattamento riservato ai "sedicenti democratici" a cui, a suo avviso "viene perdonato tutto". Sarà vero?

Giorgia Meloni, intervistata (si fa per dire) da Luca Telese per La Verità, lunedì 5 ottobre: “Esiste un sistema di vigilanza mediatica per cui mentre noi veniamo torturati per qualunque virgola, ai sedicenti democratici viene perdonato tutto”. Giorgia Meloni, intervistata (seriamente) da Alessandro De Angelis per Huffington Post, venerdì 2 ottobre: “Lei è d’accordo che il rispetto dello Stato di diritto diventi una condizione vincolante per ottenere i fondi europei?”. “Assolutamente no”. “Come no?”. “No è no. Il pretesto dello Stato di diritto è il tentativo di minacciare gli stati dell’est che intendono difendere i loro confini, l’identità cristiana dell’Europa, la tutela della famiglia naturale, e che devono abbandonare tutto questo in cambio di soldi”.

 

Va bene che c’era di mezzo il weekend e nel weekend siamo tutti più distratti, ma tra il 2 e il 5 non ricordo particolari barricate. Dal che si deduce che il sistema di vigilanza mediatica di cui parla la Meloni, se pure esiste, è guasto. Gli ultimi anni hanno dimostrato al contrario che puoi dire qualunque sconcezza, compreso scagliarti contro gli usurai che complottano per inondarci di africani o lamentare il “pretesto” dello stato di diritto, certo che non troverai sul tuo cammino neppure l’ombra di un intellettuale conservatore ansioso di richiamarti all’ordine, e altrettanto certo che incontrerai fior di terzisti illuminati pronti a minimizzare, troncare, sopire, cavillare, mettere le tue frasi in bella copia, rilasciarti attestati di buona fede democratica. 

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