Assolombarda avvia la road map per il dopo Bonomi

Fabio Massa

Servono vertici fortemente legittimati per traghettare il sistema produttivo più importante del paese fuori da una tempesta senza precedenti

Un anno prima della fine del mandato Carlo Bonomi lascia Assolombarda per ascendere alla presidenza di Confindustria. Ma che cosa succederà adesso in Lombardia? La situazione è fluida ma un punto certo e fisso c’è. La maggior parte degli imprenditori ha bisogno di una guida per affrontare nel rapporto bilaterale con le istituzioni il periodo forse più difficile della loro storia recente, quello della crisi indotta dal coronavirus che avrà il suo punto di caduta più aspro nell’autunno-inverno 2020. Le stime di un pil nazionale a meno 15 per cento fanno paura, oltre alle tecnicalità delle riaperture, che saranno lunghe). E, dunque, secondo gli industriali, c’è da individuare una strada per arrivare a nuovi vertici eletti, legittimati per la più grande associazione confindustriale del paese. Nel giro di un paio di settimane si deciderà come proseguire nel post Bonomi, e se la strada individuata sarà quella di nuove consultazioni, per settembre – dopo una breve reggenza del vicepresidente vicario Alessandro Spada – potrebbe essere insediato un nuovo presidente di Assolombarda per traghettare il sistema produttivo più importante del paese fuori da una tempesta senza precedenti.

 

Secondo le prime informazioni raccolte su questa road map concorderebbero la maggior parte dei gruppi imprenditoriali e industriali regionali, consci del fatto che nelle decisioni che verranno prese in autunno al tavolo debba sedere anche un rappresentante di Assolombarda con i pieni poteri. Su questo c’è accordo, poi si potrà cominciare a pensare anche alla rosa dei nomi.

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