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Tra Milano e Sesto succedono cose

San Raffaele punta su Sesto, Fondazione Cariplo prende Spazio Oberdan, apre Apple Store

15 Luglio 2018 alle 06:19

Tra Milano e Sesto succedono cose

Un nuovo San Raffaele a Sesto, là dove c’era la Grande Fabbrica. “L’area di Sesto San Giovanni sarà la nuova casa del San Raffaele 2, costituito dal polo ospedaliero di Villa Turro e dall’Università Vita-Salute San Raffaele. Ci spostiamo a Sesto per continuare a crescere e per offrire sempre il meglio ai nostri studenti e ai nostri pazienti”. Paolo Rotelli, presidente del Gruppo San Donato che da qualche anno ha rilevato le attività, compresa la ricerca scientifica, dell’ospedale che fu di don Verzè, conferma al Foglio i progetti di espansione (anticipati da GranMilano nel dicembre scorso) del Gruppo San Donato, che conta in tutto 18 ospedali. L’ipotesi a cui sta lavorando è quella di trasferire sia l’ateneo che l’ospedale milanese, che oggi si trova a cavallo del comune di Segrate, nell’area delle ex acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. L'area, in corso di riqualificazione col progetto MilanoSesto, è di proprietà dell’imprenditore Davide Bizzi. E Rotelli sta per comprare proprio da Bizzi 75 mila metri quadrati di terreni per una cifra che – si vocifera ma non è ufficiale – ruota intorno a 30 milioni di euro. Per realizzare l’iniziativa ci vorranno almeno cinque anni, ma Rotelli sembra avere già le idee chiare. “Sulla stessa area di Sesto ci piacerebbe anche creare un piccolo Human Technopole, con tanto di talent garden per attrarre start up originali”, dice l’imprenditore. Ma come mai ha pensato di spostare da est a nord di Milano un polo di vitale importanza per la salute dei cittadini e anche per la scienza? “Vogliamo puntare sull’internazionalizzazione e lo scambio di studenti, sul teaching con strumenti innovativi come la realtà virtuale. Per questo ci vogliono spazi moderni con una fibra corretta, e luminosi”. Per la cronaca, da pochi giorni è uscita la delibera del ministero dell’Istruzione che attribuisce al San Raffaele per il primo anno di corso in Medicina e Chirurgia, 160 posti, contro i 115 dell’anno scorso. “Anche per Villa Turro, l’area di Sesto sarà ideale per realizzare un polo ospedaliero a bassa intensità, con riabilitazione, medicina, malattie infettive e psichiatria. L’attuale struttura è degli anni ’20, impossibile da ristrutturare e poi desidero una location bella per i nostri pazienti, con molto verde e facilmente accessibile”, conclude Rotelli.

 

Così cambierà lo spazio Oberdan, arriva Fondazione Cariplo. Si potrà continuare ad andare al cinema, ma si potrà fare molto di più quando saranno terminati i lavori nel giro di alcune settimane. Lo spazio Oberdan, tra l’omonima piazza e viale Vittorio Veneto, è un luogo cult per i milanesi che lo conoscono soprattutto per le belle serate passate a guardare film d’autore. Quest’angolo della città continuerà nella sua vocazione culturale ma avrà un’evoluzione in chiave digitale grazie all’intervento della Fondazione Cariplo che ha acquistato la struttura dalla Città metropolitana per 8,5 milioni di euro. (La Città metropolitana, è noto, non naviga nell’oro con la nuova legislazione). Lo Spazio diventerà la sede del Meet, il Centro internazionale per la cultura digitale presieduto da Maria Grazia Mattei (anche di questo GranMilano aveva parlato nei mesi scorsi) e la cui direzione è stata affidata ad Andrea Cancellato (ex Triennale). Come ha spiegato il direttore della Fondazione Cariplo, Sergio Urbani, “i nuovi linguaggi della comunicazione digitale rappresentano un percorso obbligato”. Parole che rappresentano un programma strategico per la Fondazione che è già impegnata nel progetto della Cariplo Factory in via Bergognone (l’idea è quella di creare una continuità tra le due strutture). Dal punto di vista pratico, Meet cercherà di coinvolgere giovani e famiglie in programmi di educazione digitale che li aiutino nell'utilizzo di nuovi strumenti.

 

Apple Store si inaugura il 18 luglio. Per il suo diciassettesimo Apple Store in Italia è stata scelta una piccola ma strategica piazza a poche decine di metri dal Duomo (piazza Liberty, dove una volta c’era il cinema Apollo). L’inaugurazione è attesa per mercoledì 18 luglio, anche se le notizie vengono date col contagocce come la tradizione del marketing insegna per far salire le attese. Quel che è certo è che l’Apple store di Milano porta la firma dall’archistar Norman Foster che lo ha concepito anche l’iconico Apple sulla Fifth Avenue di New York. Dalle poche indiscrezioni che trapelano, pare che, alzato il sipario, la struttura dovrebbe apparire come parallelepipedi di vetro che di giorno raffigurano cascate e di sera si trasformano in uno schermo cinematografico ai bordi della scalinata che porta all’interno del negozio, il quale sarà sotto terra e nascosto dalla piazza-anfiteatro, che ospiterà eventi artistici e culturali.

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