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Ecco Giulia Martinelli, la lady più potente del Pirellone

L’avvocato è il nuovo capo segreteria di Attilio Fontana. E ha voluto attorno a sé una schiera di ragazze con le quali la sintonia è totale

8 Aprile 2018 alle 06:00

Ecco Giulia Martinelli, la lady più potente del Pirellone

Giulia Martinelli (foto LaPresse)

“Ad Attilio ho detto: guarda che qui siamo tutte donne”. Non per spaventarlo ma per metterlo in guardia. L’avvocato Giulia Martinelli, il nuovo capo segreteria di Attilio Fontana, la donna più in vista e in prospettiva più influente della nuova amministrazione regionale, ha voluto attorno a sé una schiera di ragazze con le quali la sintonia è totale. Persone di fiducia, dice, per un ruolo che richiede un patto non scritto di reciproco aiuto e condivisione. La signora della regione ha un debole (“la politica”) e una passione (“occuparmi dei problemi femminili e di pari opportunità”) e non c’è dubbio che continuerà ad occuparsene. Storia di una lunga militanza. “Sono sempre stata appassionata di politica, fin da ragazzina, sempre nella Lega”. Che allora si chiamava anche Nord. Il mio primo voto è stato alla Lega a diciotto anni. Avevo la fortuna di avere mio fratello Guido che frequentava il movimento giovanile e quindi con lui iniziai a bazzicare nell’ambiente e a conoscere la realtà del partito. Quello che mi ha sempre affascinato è stato questo forte senso di comunità che univa tutti, che ho sempre ritrovato e che esiste tutt’ora. Ritengo, e lo ritrovo anche nel pensiero di Attilio, che non si vince mai da soli ma vince sempre la squadra e fortunatamente ho una squadra che lavora con me da diverso tempo, senza di loro non sarei oggi ad affiancare il presidente e a essere la responsabile della sua segreteria”.

 

In cosa consiste il lavoro, la pur esperta di politica Giulia Martinelli ancora deve impararlo, e con smaliziata umiltà ammette: “Me lo dovrà spiegare bene chi c’era prima di me, innanzi tutto devo imparare da chi mi ha preceduto”. La cosa essenziale la sa già “Dovrò essere un tramite, fare da cuscinetto tra il presidente e la struttura che è molto complessa e tutto il mondo che c’è fuori”. Esperienza ne ha fatta parecchia, prima con Maria Cristina Cantù e poi con Francesca Brianza, entrambe assessori. E’ dipendente dell’Ats di Milano in aspettativa. In Regione è arrivata proprio con Maria Cristina Cantù, ora senatrice. Ha iniziato a lavorare all’ex Asl dove la Cantù era direttore e poi l’ha seguita in varie esperienze. Cantù è stata direttore generale dell’Asl milanese, poi assessore della Sanità e infine al Welfare. Alla neosenatrice leghista deve molto, dice: “Mi ha insegnato il valore dell’amministrazione pubblica e come muovere la macchina. Politica e pubblica amministrazione hanno spesso dato una cattiva immagine e abbiamo noi il dovere di ridare credibilità e senso del rispetto verso le istituzioni”. Le piace un mantra di Fontana: “Dobbiamo rendere più facile l’accesso dei cittadini sburocratizzando e rendendo tutto più dinamico”. Si è sempre occupata di pari opportunità. “Lavorano sempre molto bene, e molto, non si perdono via , non hanno fronzoli, sanno risolvere i problemi , portano sempre a casa i risultati e tra di loro sono molto più coese di quel che si possa immaginare. Mi prenderanno per una femminista che non sono però è così. Anche se sono in presidenza non abbandonerò questo ambito e ci metterò sempre un pezzo di me”. Ci mette anche del suo, del personale, ovviamente: “Ognuno di noi ha le proprie sensibilità e la mia va spedita verso quell’area. Da mamma sola devo sapermi organizzare perché è un gran casino ma si fa, non sempre riuscendoci, ma ce la metti tutta perché un figlio è la cosa più bella del mondo. In ufficio ho il carrellino della spesa, i colori per quando Mirta arriva. Quattro mie collaboratrici hanno la delega per andare a prendere mia figlia all’asilo. Ha cinque anni, l’anno prossimo a scuola”. C’è sempre Mirta nei suoi pensieri. Come le tante foto che ritrovi su Facebook. Mirta a Pontida, in piazza Lombardia, mentre mangia la pizza o sulle spalle di papà Matteo. Perché Mirta è figlia sua e di Matteo, inteso Salvini. Ma questo lo sanno tutti, e fa parte della vita e non della politica. Adesso c’è il suo altro uomo, l’Attilio: “Sono entusiasta di quello che sto facendo e di quel che ci aspetta perché Fontana è una persona splendida che saprà fare bene . Sempre attento, sempre un saluto, un sorriso, è il politico della porta accanto, sempre disponibile. E’ bello lavorare per una persona così”. 

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