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Tutta l'energia che serve / 3

Il fotovoltaico ha molte chance in Lombardia. Una legge in arrivo e bei numeri

Daniele Bonecchi

Nell'instabilità energetica prodotta dalle guerre le risorse naturali come l'acqua e il sole restano le fonti più affidabili. Le aziende lombarde hanno come obiettivo quello di estendere la diffusione degli impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili in ambito privato-residenziale e industriale. Futuri solari & Co. 

Coi chiari di luna delle guerre che non finiscono mai, per la Lombardia le fonti energetiche più affidabili restano quelle che madre natura consegna in abbondanza: l’acqua e il sole. Dell’energia elettrica parleremo quanto prima (considerando che il 5 per cento delle centrali viene alimentato dal nucleare francese) ma tra le rinnovabili è montata una competizione virtuosa che, anche se non sarà mai decisiva per il fabbisogno di una regione come la nostra, può integrare le altre fonti. Oggi – dopo la lunga marcia partita nel 1839 quando il fisico francese Alexandre Edmond Becquerel scoprì l’effetto fotovoltaico, da cui si sviluppò il primo prototipo di una cella moderna in grado di produrre elettricità attraverso la luce solare, nel 1955, nei Bell Laboratories del New Jersey – l’energia prodotta dal sole è diventata un grande business. Soprattutto per i cinesi che dominano da tempo il mercato globale del fotovoltaico, producendo circa l’80 per cento dei pannelli solari utilizzati. Nel tentativo di recuperare una situazione ambientale particolarmente compromessa, soprattutto nei grandi centri, la Cina ha raggiunto una capacità totale di fonti pulite pari a 1.878 GW, nettamente al primo posto globale. E anche l’Europa, in questo campo, dipende dalla Cina per circa il 98 per cento dei suoi pannelli solari. Tra le aziende lombarde impegnate in questo settore Casa Solare è specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici fino a 800 kWp in Lombardia. Nata da pochi anni ma forte dell’esperienza pluridecennale dei suoi professionisti, ha come obiettivo quello di estendere la diffusione degli impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili in ambito privato-residenziale e industriale, attraverso la progettazione e posa di pannelli in qualsiasi contesto. Mentre la Regione – dopo la frenata nell’installazione di impianti fotovoltaici del 2025 – è impegnata nel sostegno alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) che in Lombardia sono in forte espansione, sostenute da 47,7 milioni di euro stanziati dal Pirellone per promuovere l’autoconsumo di energia pulita tra cittadini, imprese ed enti locali.

 

La Regione lavora a una nuova legislazione – compatibile con quella nazionale – che dovrebbe disciplinare l’insediamento degli impianti fotovoltaiche e prevede di inserire il limite massimo di Superficie Agricola Utilizzata regionale complessiva destinata all’installazione di tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili pari allo 0,8 per cento e di porre un limite massimo a livello comunale del 3 per cento. Entrambi questi limiti potranno essere superati ove le amministrazioni comunali vogliano stimolare lo sviluppo delle Cer o di politiche di autoconsumo da parte delle attività produttive presenti nei loro territori. In particolare il fotovoltaico in Lombardia è in forte espansione, con oltre 338 mila impianti connessi alla rete per 5.750 MW. In Lombardia ad oggi ci sono 313 configurazioni Comunità energetiche Rinnovabili per 21 MW.

 

Poi c’è il biometano. Tra le rinnovabili poi si è affacciata da tempo una soluzione che, almeno a livello locale, può dare risposte interessanti. Italgas ed Edison (non sono le uniche imprese impegnate in questo campo) hanno completato a Zinasco (Pv) l’attivazione del collegamento alla rete di distribuzione di Italgas di un impianto per la produzione di biometano, in coerenza con l’obiettivo di sviluppo dei gas rinnovabili e dei principi dell’economia circolare. L’impianto Edison produce biometano a partire dalla Frazione organica del rifiuto solido urbano e da rifiuti organici provenienti dal comparto agroalimentare, attraverso un processo di digestione anaerobica e successiva purificazione del biogas. Il gas rinnovabile ottenuto, completamente equivalente al gas naturale, è immesso nella rete di distribuzione Italgas previo un sistema di ricezione e controllo qualità ed è destinato alla decarbonizzazione del settore trasporti. L’infrastruttura consentirà l’immissione di circa 2 milioni di metri cubi l’anno di biometano. Un quantitativo che potrebbe soddisfare i consumi medi annui di circa 2.000 famiglie del territorio.

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