Pierfrancesco Maran

Granmilano

La città costosa e i soldi (Pnrr e altri) messi a terra. Parla Maran

Daniele Bonecchi

La città cresce ma crescono anche le disparità e i problemi. "Il problema principale è rappresentato dalla fatica crescente dei cittadini di fronte al costo della vita", ci dice l'assessore alla Casa

Pierfrancesco Maran non sceglie la strada dell’ottimismo di facciata. Perché Milano cresce ma crescono anche le disparità e i problemi. “La pandemia ha suscitato domande a cui oggi è difficile dare risposta”, spiega al Foglio l’assessore alla Casa e ai progetti che contano, in una città dove i salari sono troppo bassi per sbarcare il lunario e gli affitti troppo alti. “In particolare oggi il problema principale è rappresentato dalla fatica crescente dei cittadini di fronte al costo della vita sale e le scelte degli enti locali impattano proprio sulla qualità della vita dei cittadini”. “Oggi è il problema principale della città, non è una caratteristica solo di Milano: tutte le grandi metropoli in Europa con grande attrattività hanno gli stessi problemi. Ormai Milano è entrata in questo club, che va da Roma a Parigi e Barcellona”. Ma aggiunge, provando a dribblare le consuete polemiche: “Bisognerebbe piantarla di parlare di cittadini privilegiati della Ztl e altri luoghi comuni, perché chi viene a lavorare a Milano fa molta fatica e non sempre trova un contesto favorevole”.

 

Uno dei nodi da sciogliere riguarda presente e futuro della Città metropolitana, “è evidente che ad oggi è un fallimento, perché non ha saputo produrre politiche e poi anche l’idea che i suoi amministratori debbano lavorare senza retribuzione è un elemento che non aiuta”. Tra i tanti il problema della mobilità nell’area metropolitana e in tutta la regione è sicuramente in primo piano. “Il tema dell’ingresso in città è una delle grandi criticità – prosegue Maran – anche larga parte degli investimenti di questi anni sono stati concentrati proprio lì, se pensiamo al progetto di prolungare la linea 5 del metrò fino in Brianza, la 4 a Segrate. Dopo un ventennio di sviluppo della metropolitana in città siamo tornati ad una progettualità più larga e anche gli scali ferroviari con la circle line va a favorire questa dimensione”.

 

C’è poi il tema degli investimenti abitativi e strutturali. “Sono numerosi gli investimenti nei quartieri della città che si integrano con quelli degli operatori privati. A Lambrate e Rubattino – ad esempio – c’è un grande intervento pubblico finanziato col Pnrr, nel solco della tradizione progettuale ambrosiana e stiamo rispettando la tempistica dei progetti”. La parola magica è rigenerazione urbana, “abbiamo fatto alcune scelte di rigenerazione diffusa che senza un supporto pubblico non sarebbero andate in porto, scelte che fanno parte di una strategia di crescita delle istituzioni culturali e universitarie nelle periferie. Bovisa e Lambrate su tutte. E poi abbiamo lavorato sul sistema della mobilità in particolare investendo sul prolungamento delle linee tranviarie, sull’abbattimento delle barriere architettoniche in metropolitana. C’è anche un intervento significativo che prevede la ricostruzione di alcune scuole e di molti edifici popolari”.

 

E’ molta la carne al fuoco, anche sul versante manutenzione. Infatti ammonta a 183 milioni di euro il valore delle gare recenti dell’amministrazione comunale e della sua partecipata MM. Una parte significativa, sostenuta anche dalle risorse del Pnrr e del piano Next Generation Eu, riguarda l’edilizia popolare: 46 milioni di euro per la riqualificazione di via dei Giaggioli, che prevede anche la demolizione e ricostruzione di tre caseggiati. E poi 12 milioni per la demolizione e ricostruzione della Torre C di via Tofano. Altri 47 milioni servono alla realizzazione della metrotranvia 7, destinati alla nuova tratta che collegherà Niguarda-viale Fulvio Testi-Bicocca-Quartiere Adriano e Cascina Gobba; 25 milioni per la realizzazione della piscina in via del Cardellino e 10 milioni per la bonifica delle aree attigue al Parco della Lambretta che raddoppierà così la sua estensione. Ma il problema più serio per chi vuol vivere a Milano è la casa. Milano sempre più “espelle” non solo i giovani ma ormai anche i ceti medi. Che fare?

 

Stiamo cercando di muovere tutte le leve possibili per migliorare la situazione abitativa, stiamo lavorando per offrire a chi lavora 2.000 case pubbliche sfitte da ristrutturare. L’area ex Macello deve essere trasformata tutta con l’edilizia convenzionata e poi serve una politica più diffusa di sostegno a chi sceglie la casa in affitto, il vero vulnus di Milano. Tutte le aree edificabili pubbliche saranno destinate alla realizzazione di edilizia convenzionata. Ma c’è altro, ad esempio ci sono 15 mila alloggi offerti ai turisti di Airbnb, sono case a prezzi accessibili tolte ai lavoratori e messe sul mercato degli affitti brevi. Anche le case dei fondi pensionistici vengono vendute togliendo altra disponibilità agli affitti, l’ultimo caso è l’Enpam che sta vendendo 2.000 alloggi ad affitto convenzionato, coi cittadini che rischiano ora di pagare il quadruplo per un alloggio decente. Serve una regia che coinvolga tutte le istituzioni. Il fondo sostegno affitti del comune di 12 milioni riceve richieste per quasi 50 milioni”. E poi c’è l’eterno amore odio tra comune e regione. “In questi anni – conclude Maran - abbiamo preservato un rapporto positivo con la regione nella gestione di alcuni progetti: le Olimpiadi invernali, come in passato è stato per Expo. La distanza è aumentata invece su alcuni temi strategici, come il trasporto pubblico e per il tema della casa. Spero che con la nuova giunta si possa riprendere il dialogo”.

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