La copertina del Foglio Review raccontata da Chiara Ghigliazza
L'illustratrice che l'ha disegnata ci parla di “Olimpiadi”, la cover del nuovo numero del magazine del Foglio, in edicola dal 31 gennaio 2026
La cover della Review di questo mese parla di sport, come elemento ludico, di sfida e sana competizione. Chiara Ghigliazza, illustratrice milanese, ci ha raccontato come l’ha disegnata.
Qual è stato il processo creativo che l’ha portata a illustrare la cover del Foglio Review, dal titolo “Olimpiadi”?
Ho provato diverse soluzioni per sommare i concetti chiave del brief, che erano la sfida e l’amicizia. Per rendere la quotidianità dell’amicizia ho preferito usare un approccio narrativo che immortalasse un attimo, l’istantanea di una sfida tra amiche, vissuta con l’intensità di una gara olimpica. I pompon dei cappelli che si incontrano al centro dell’immagine, in corrispondenza del sole, diventano un elemento simbolico di legame tra le due.
Le due ragazze in copertina hanno un aspetto non solo sportivo ma anche naturale e quotidiano. Che declinazione ha voluto dare al tema sportivo?
Mi piaceva l’idea del contrasto tra la solennità delle Olimpiadi e una competizione più spontanea. L’intenzione era quella di ricordare i momenti in cui da ragazzine qualunque occasione fosse buona per far partire una sfida improvvisata, dove l’unico premio era la gloria.
Come ha lavorato dal punto di vista compositivo, delle inquadrature e della scelta cromatica?
Per rendere la velocità ho utilizzato un’inquadratura stretta, come se le ragazze ci fossero già arrivate addosso, prima di essere riusciti a immortalarle. La scena è speculare: ai lati le file di alberi, le due persone, i pompon, mentre il fulcro dell’immagine sono il sole e gli sguardi che si incontrano.
Per quanto riguarda i colori sono partita da una palette invernale e l’ho resa più calda, per rendere la scena accogliente e vissuta e aumentare il contrasto con l’epicità delle olimpiadi.
Collaborando anche con diverse testate straniere, ci sono delle differenze di approccio e nel processo lavorativo?
Non lavoro spesso con l’editoria italiana, ma nella mia esperienza in Italia viene lasciato maggiore spazio all’interpretazione autoriale e al confronto durante lo sviluppo dell’idea mentre all’estero il lavoro è generalmente più pianificato, con brief chiari e strutturati a cui attenersi.