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"Ci metta la faccia". L'appello di Di Pietro a Meloni sul referendum

"Non si lancia il sasso e poi si nasconde la mano. Venga con noi a difendere la riforma sul marciapiede", dice l'ex magistrato. E sulle parole di Mattarella bacchetta Nordio: "Magistrati e ministri non devono farsi scappare dalla bocca parole al vento che possono compromettere quello che è il risultato referendario"

Nicolò Zambelli

"Rivolgo un appello a chi dovrebbe fare il vero frontman per la campagna per il 'Sì': signora Meloni. All'interno del governo hai fatto la proposta di riforma. L'hai portata in Paralmento. Ora mettici la faccia e vieni sul marciapiede insieme noi a difenderla". A spronare la presidente del Consiglio a scendere in campo per votare "Sì" al prossimo referendum costituzionale è l'ex magistrato Antonio Di Pietro. A margine di un evento organizzato da Nazione Futura, nella sala del Refettorio della Camera, l'ex funzionario si rivolge alla premier e spiega a chiare lettere: "Non si getta il sasso e poi si nasconde la mano".
 

Di Pietro vorrebbe vedere Meloni impegnarsi di più per la campagna elettorale per il "Sì". Scelta che invece la premier ha deciso di non fare, lasciando al ministro della Giustizia Carlo Nordio tutto lo spazio mediatico necessario. Anche il partito della premier, Fratelli d'Italia, ha scelto di non inserire il suo simbolo nei manifesti che sostengono la riforma. Scelta non condivisa, invece, dagli altri due partiti di governo, Lega e Forza Italia.
 

L'obiettivo della premier è quello di non "politicizzare" il referendum legandolo al suo nome e alla sopravvivenza dell'esecutivo. Tuttavia, come anche rivelato dal Foglio oggi, è pronto un appello che Meloni rivolgerà al paese il prossimo mese, nel corso di un evento elettorale a Milano. Parallelamente a questa scelta il fronte del "No" sta avanzando secondo diversi sondaggi, il che spinge sostenitori della riforma come Di Pietro a chiedere alla premier una più decisa participazione alla campagna elettorale.
 

Nel corso dell'evento poi Di Pietro ha commentato anche le parole del presidente Sergio Mattarella che ha rivolto questa mattina nel corso di una seduta del Consiglio superiore della Magistratura. "Ci metto buona volontà – dice l'ex magistrato – e voglio interpretare le sue parole come rivolte a tutti i giocatori". E aggiunge: "Magistrati e ministri non devono farsi scappare dalla bocca parole al vento che possono compromettere quello che è il risultato referendario". L'appello del capo dello stato è arrivato sia dopo le parole del ministro Nordio sulle componenti "para mafiose" del Csm, sia quelle del procuratore Nicola Gratteri in merito a chi voterà "Sì".