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l'intervista

“Dall'Anm slogan da imbonitori per il No”. Parla la giudice Ceccarelli

Ermes Antonucci

“La credibilità di noi magistrati si basa sulla nostra compostezza istituzionale. Con i cartelloni sui ‘giudici che saranno sottoposti alla politica’ perdiamo credibilità e autorevolezza", dice Natalia Ceccarelli, giudice della Corte d’appello di Napoli e componente del Comitato direttivo centrale dell’Anm

“La credibilità di noi magistrati si basa sulla nostra compostezza istituzionale. Nel momento in cui noi, come Associazione nazionale magistrati, scendiamo a un livello di semplificazione così estremo, come quello espresso con i cartelloni sui ‘giudici che saranno sottoposti alla politica’, è chiaro che perdiamo credibilità e  autorevolezza”. Lo dice al Foglio Natalia Ceccarelli, giudice della Corte d’appello di Napoli e componente del Comitato direttivo centrale dell’Anm. Proprio alla riunione del direttivo di sabato, Ceccarelli ha preso la parola e ha criticato fortemente le iniziative del sindacato togato: “Con la divulgazione di quei manifesti, l’Anm ha abdicato a un qualsivoglia approccio tecnico al merito della riforma, abbracciando il modus degli imbonitori. Abbiamo abdicato al nostro ruolo tecnico, alla nostra terzietà e anche al nostro ruolo istituzionale, che è quello di comporre i conflitti, non di suscitarli”. Parole che hanno fatto calare il gelo in sala. 

 

Al Foglio Ceccarelli, esponente del gruppo anticorrenti Articolo 101, ribadisce le sue critiche alla campagna referendaria portata avanti dall’Anm: “Noi magistrati amministriamo giustizia, di conseguenza dovremmo avere una postura di imparzialità”. “Questi manifesti non me li aspettavo proprio”, aggiunge con una punta di amarezza, riferendosi ai cartelloni affissi dal Comitato per il No dell’Anm nelle stazioni ferroviarie in cui si prefigura al cittadino addirittura la sottoposizione dei giudici (neanche solo dei pm) alla politica. “E’ proprio un messaggio... per bocche buone. Non mi faccia dire altro”. 

 

Ma Ceccarelli ribadisce le sue perplessità anche sulla stessa decisione dell’Anm di istituire un Comitato per il No al referendum che si terrà sulla riforma Nordio: “Un conto è creare un comitato di opinione, che possa intervenire nei dibattiti, nelle discussioni, raccogliendo contributi anche di accademici e avvocati. Altra cosa è istituire, come è stato fatto, un comitato referendario. E’ qualcosa che si avvicina molto a un organismo politico, perché è destinato a svolgere un’attività di orientamento elettorale”, afferma Ceccarelli. 

 

“Entrambe le parti non stanno dando grande esempio di profondità concettuale”, dice Ceccarelli riferendosi sia all’Anm che ai comitati attivi per il Sì. “Speriamo si torni presto al confronto tecnico”.

 

Anche l’altro esponente del gruppo Articolo 101 eletto al comitato direttivo dell’Anm, Andrea Reale, è intervenuto alla riunione di sabato criticando l’azione del sindacato con parole molto nette: “E’ giusto che si sappia: l’Anm non è tutta a favore del Comitato per il No, sia nella struttura, sia nel metodo, e forse anche nel merito, ed è giusto dirlo perché finalmente i colleghi coraggiosi, che sono all’interno dell’Anm, stanno dicendo pubblicamente qual è la loro posizione anche favorevole a questa riforma”. 

 

Reale, giudice della Corte d’appello di Catania, ha ribadito di essere favorevole all’introduzione del sorteggio per l’elezione del Csm. Del resto, nel gennaio 2022 l’Anm tenne un referendum interno proprio sul tema del sorteggio e ben il 42 per cento delle toghe che votarono si espresse a favore del sorteggio (1.787 su 4.275). Un risultato che ora la dirigenza dell’Anm ha nascosto sotto al tappeto. 

 

Ma Reale nel suo intervento è andato anche oltre: “Non vi nascondo che anche gli interventi tecnici sulla separazione delle carriere e sull’Alta corte da parte di prestigiosi costituzionalisti e avvocati meritano il massimo confronto e una risposta nel merito”. 

 

Sia l’intervento di Ceccarelli che quello di Reale hanno fatto calare il gelo nella sala della Cassazione che ospita le riunioni della direzione dell’Anm.

  • Ermes Antonucci
  • Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021) e "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]