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“Le toghe italiane le più sanzionate in Europa”: l'ultima bugia del fronte del No

Ermes Antonucci

Secondo il Fatto e chi si oppone alla riforma Nordio, il Csm italiano è il più severo d'Europa con i magistrati. Ma i dati del Consiglio d'Europa, anzichè sostenere, smentiscono questa affermazione. Anche su questo il fronte del No basa la sua propaganda sulla menzogna

“La giustizia disciplinare dei magistrati italiani è la più severa d’Europa”. Sono giorni che il fronte del No alla riforma Nordio sta diffondendo questo messaggio. Peccato che si tratti dell’ennesima falsità: non è affatto vero che il Consiglio superiore della magistratura italiano sia il più severo nel valutare sul piano disciplinare le condotte delle toghe. La bufala è stata lanciata dal Fatto quotidiano martedì scorso con un articolo intitolato “Destra sbugiardata: dal Csm più sanzioni che nel resto dell’Ue”. Nell’articolo si sostiene che secondo i dati dell’ultimo rapporto del Cepej, la Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa, pubblicato nel 2024 e relativo al 2022, “il nostro Csm ha sanzionato 26 giudici, quasi quattro volte la media europea (7,5), e 12 pm, esattamente il quadruplo della media. Unendo le due categorie, viene fuori che in Italia sono stati puniti 38 magistrati su 9.421, lo 0,4% contro lo 0,39% della Spagna, lo 0,09% della Francia”. Ospite a Otto e mezzo,  il direttore del Fatto, Marco Travaglio, ha rilanciato: “In Italia c’è un organo disciplinare, che giudica i magistrati, che è il più severo d’Europa”. Stesso concetto espresso pochi giorni prima, all’assemblea del No svoltasi a Roma, dall’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi: “La giustizia disciplinare dei magistrati è la più severa a livello europeo”. L’articolo del Fatto, però, si basa su clamorosi errori sia di metodo che di merito.

 

Nel metodo, non si dà conto del fatto che il rapporto Cepej si fonda sulle risposte fornite direttamente dagli stati interpellati e che sul punto in questione (il numero di magistrati sanzionati) ben 10 paesi sui 46 che fanno parte del Consiglio d’Europa (che non è l’Unione europea, ma forse al Fatto non lo sanno) non hanno trasmesso i dati. Tra questi figurano anche Germania e tutte le nazioni del Regno Unito. Difficile dunque lanciarsi in comparazioni con tutti questi dati mancanti, ancor di più se si considera che i paesi hanno normative sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati così diverse fra loro che il confronto sul numero delle sanzioni spesso perde qualsiasi senso. L’analisi risulta poi ancor surreale se, come fa il Fatto, ci si spinge a confrontare il numero delle sanzioni emesse in Italia con la media europea  in termini assoluti e non in relazione al numero di magistrati in servizio in ogni paese. Roba da far impazzire qualsiasi statistico. 

 

Pur prendendo per buoni i dati trasmessi dai 36 stati, i risultati sono infatti completamente diversi da quelli diffusi dal Fatto. Non è vero che la giustizia disciplinare della magistratura italiana è la più severa: nel 2022 in Italia sono stati sanzionati lo 0,4% delle toghe, dato al di sotto di quello registrato in Armenia (3,88%), Azerbaijan (3,43%), Moldavia (2,90%), Bosnia ed Erzegovina (2,43%), Lituania (1,48%), Georgia (1,33%), Portogallo (1,27%), Slovacchia (1,11%), Estonia (0,99%), Albania (0,96%), Croazia (0,83%), Svizzera (0,82%), Lettonia (0,61%), Ungheria (0,60%), Danimarca (0,51%), Polonia (0,44%) e Austria (0,42%), mentre anche la Repubblica Ceca si attesta sullo 0,4%. La Spagna ha un dato leggermente più basso (0,39%), ma questo non tiene conto del numero di sanzioni ricevute dai pm, dato non trasmesso al Cepej. In generale, la media europea si attesta sullo 0,76% di magistrati sanzionati, superiore al dato italiano dello 0,4%. Altro che “magistrati puniti il quadruplo che nel resto d’Europa”. In definitiva è falso che il Csm italiano sia il più severo in Europa nel sanzionare i magistrati sul piano disciplinare.

 

La conclusione non cambia anche se si guarda al rapporto Cepej 2022 (basato sui dati del 2020), in cui il tasso di magistrati sanzionati in Italia si attesta sullo 0,85%, inferiore a quello di altri otto paesi (mentre ben 17 non hanno trasmesso i dati), e al rapporto Cepej 2020 (basato sui dati del 2018), in cui emerge che dieci stati hanno un tasso di magistrati sanzionati superiore a quello italiano. 

 

Anche sul tema delle sanzioni disciplinari ai magistrati, dunque, il fronte del No ha ormai deciso di basare la sua propaganda sulla menzogna.
 

  • Ermes Antonucci
  • Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021) e "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]