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Dalla Camera ok alla riforma della prescrizione che spazza via l'obbrobrio Bonafede

Redazione

La Camera dei deputati ha approvato in prima battuta la riforma della prescrizione, fortemente voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio. Un primo passo verso il ritorno alla civiltà in tema di durata dei processi penale

Primo passo verso il ritorno alla civiltà in tema di durata dei processi penali. La Camera dei deputati ha infatti approvato in serata in prima battuta, con 173 sì e 79 no, la riforma della prescrizione, fortemente voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio. Il provvedimento rimette ordine a una materia che aveva assunto un carattere schizofrenico. Da un lato, infatti, nel 2019 l’allora ministro della Giustizia grillino, Alfonso Bonafede, aveva introdotto il principio del processo eterno, con lo stop del decorso della prescrizione dopo una sentenza di primo grado (fosse essa di condanna o di assoluzione). Dall’altro lato, nel 2021 la nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabia, aveva riformato di nuovo la materia, introducendo il meccanismo dell’improcedibilità, che prevedeva l’estinzione dei processi una volta superati i termini di durata massima in appello e in Cassazione (la cosiddetta prescrizione processuale).

 

Il testo approvato dalla Camera, che ora passa all’esame del Senato, prevede il ritorno a un sistema fondato sulla prescrizione sostanziale, basata sulla gravità del reato. La riforma, tuttavia, prevede una sospensione della prescrizione di due anni dopo la sentenza di condanna in primo grado e di un anno dopo la conferma della condanna in appello. Se la sentenza di impugnazione non arriverà nei tempi previsti, la prescrizione riprenderà il suo corso e si calcolerà il precedente periodo di sospensione (ciò avverrà anche in caso di successivo proscioglimento o annullamento della condanna in appello o in Cassazione).

 

Si tratta di un ritorno a una normativa simile a quella approvata nel 2017 ai tempi del ministro della Giustizia Andrea Orlando, eppure il Partito democratico ha votato contro. Segno che la schizofrenia, in questo campo, non finisce mai. 

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