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Gli struzzi della mala giustizia

Una repubblica fondata sul dominio delle procure è incompatibile con un regime democratico. Il plotone di esecuzione contro Berlusconi può essere un’occasione per una grande riscossa intellettuale. Appello ai pentiti del populismo giudiziario

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

2 Luglio 2020 alle 06:17

Gli struzzi della mala giustizia

foto LaPresse

E’ ora di smetterla con la modalità struzzi, grazie. Da diversi anni a questa parte, complice lo storico risultato delle elezioni del 2018, il circo mediatico italiano ha dedicato grande attenzione a un tema affascinante come quello della nascita del populismo e alcuni tra i commentatori più autorevoli del nostro paese da tempo cercano di trasferire all’opinione pubblica la convinzione che il populismo in Italia sia una sorta di conseguenza naturale della proliferazione del berlusconismo, dell’affermazione della casta e della...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • kriszt49

    02 Luglio 2020 - 16:11

    Caro Direttore, no, non è normale “che il circo mediatico italiano ieri abbia fatto quasi finta di niente di fronte alle parole di un magistrato, purtroppo scomparso”. Direi, che proprio a causa di quel silenzio assordante del circo mediatico italiano rimango pessimista e penso che gli struzzi rimarranno con le teste sotto la sabbia. kriszt49

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  • gisella.mercaldi

    02 Luglio 2020 - 15:56

    Caro Claudio, la leggo sempre con interesse perchè presenta punti di vista interessanti. In questo caso però il punto di vista mi sembra trito e ritrito. Posse essere d'accordo sul fatto che la magistratura durante la stagione di mani pulite e dopo sia andata oltre le sue prerogative. Raccontare questo lato della storia però non è sufficiente. Non posso accettare che Berlusconi venga descritto come vittima, quando egli stesso con la sua mancanza di moralità, di senso delle istituzioni e il continuo ricorso a procedure border line e anche beyond the line (di cui si sa anche se non legalmente dimostrate) sia stato il primo a mettere in pericolo la nostra democrazia. Populismo figlio dell'anti-berlusconismo? Forse la parte più a sinistra (minoritaria e pentita), non certo la parte con il cuore che batte a destra, che vorrebbe seguire Salvini e che non disdegna un'impostazione più illiberale (magistrati amici di Karola etc...).

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  • Andrew

    Andrew

    02 Luglio 2020 - 15:19

    Certo che Palamara ne sa una più del diavolo. Del resto, come dice Woody Allen, chi la sa lunga è malvagio nel profondo del cuore. E il diavolo, è noto, conosce un sacco di cose. A proposito di sapere... Palamara dice, sa “pezzi importanti” della storia che riguardano Berlusconi e, aggiunge, sa (pure) che il trojan, il micidiale strumento di intercettazione, è “nelle mani di persone che non sappiamo” e “ in alcuni momenti della giornata è perfettamente funzionante, in altri no”. Cominciamo da Berlusconi. Se questo fosse un Paese civile, tutti e dico Tutti esigerebbero di conoscerli quei “pezzi importanti”. È una questione di democrazia, visto che Berlusconi era il capo di un partito che rappresentava almeno il 20 per cento del corpo elettorale. Se non si tratta di un messaggio trasversale lanciato da un uomo in difficoltà, la vicenda deve essere chiarita. Insomma: io pretendo di sapere.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    02 Luglio 2020 - 14:42

    Caro Claudio - Dai commenti che posso vedere emerge che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. È la cultura di massa, bellezza.

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