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Giro di Doha

Il "sabato del villaggio" degli azzurri che aspettano i Mondiali di atletica a Doha

La vigilia dell'inizio di una grande competizione è quel momento in cui non si fanno ancora bilanci e sogni una medaglia di qualsiasi metallo o almeno di fare il personale

27 Settembre 2019 alle 06:04

Il "sabato del villaggio" degli azzurri che aspettano i Mondiali di atletica a Doha

foto LaPresse

“Ai vostri posti!” è la frase che ogni sportivo che abbia calcato una pista di atletica ha sentito mille volte. Sono tre parole e un punto esclamativo magici, che fanno accelerare il cuore di colpo come una puntura di adrenalina. “Ai vostri posti!” è il sabato del villaggio degli atleti, quel momento in cui non si fanno ancora bilanci e sogni una medaglia di qualsiasi metallo o almeno di fare il personale (così nessuno potrà dire che non ti sei impegnato).

 

Ecco, ieri a Casa Italia, il quartier generale della Federazione e della Nazionale e di tutti i nostri tifosi in trasferta, è stato un grande sabato del villaggio (seppur di giovedì): atleti in tuta che ignoravano le badilate di pasta seducente cucinate dallo chef Tony (maledetta dieta pre-gara), il neo arrivato Vincenzo Spadafora, Ministro per le politiche giovanili e lo sport, che si presentava a tutti (visto che durante le ferie d’agosto abbiamo dovuto aggiornare i contatti della rubrica), il Presidente Giomi che si coccolava i suoi azzurri, dalle stelle di prima grandezza fino al più giovane degli staffettisti, i giornalisti che, orfani della guasconeria di Bolt e del suo clamore mediatico, cercavano disperatamente una notizia come i sampdoriani cercano “un presidente di nome Vialli”, l’Ambasciatore Italiano che sorrideva a tutti cercando di stimolare lo spirito patriottico.

 

Conosco bene quest’atmosfera da favola che non finisce a mezzanotte come gli incantesimi ma all’arrivo delle prime pagelle che per noi sono le medaglie. Primo, secondo o terzo, poi il vuoto cosmico, anzi meglio ultimo che quarto, quarto è ufficialmente la parola più brutta del mondo. Ultimo fa simpatia, quarto fa rabbia, gli amici ti guardano e gli viene da ridere. Da domani si fa sul serio, cominciamo con i due grandi talenti della velocità Filippo Tortu e Marcel Jacobs che proveranno già dalle batterie a dimostrare di valere una finale mondiale. Tortu ha strappato il record dei 100 al mitico Pietro Mennea, Jacobs però è a pochi centesimi da lui, davvero un alito di vento. Amo le rivalità sportive, a mio avviso vanno coltivate, sono una benzina per tutti gli atleti del mondo, come un eterno derby che ti regala energie in più. Quindi forza Filippo e forza Marcell, che vinca il migliore. Sarà la prima gara che vedrò nella tribuna dello stadio di Doha, un posto davvero poco ecologico con l’aria condizionata outdoor.

 

Ecco, il clima, questo sarà il vero nemico di tutti gli atleti (a parte quelli del Qatar). La temperatura esterna è intorno ai 40 gradi, ma quella percepita, a causa dell’umidità sfiora i 50. È difficile uscire e passeggiare sul lungomare, figuriamoci correre un diecimila o concludere una maratona. Vedremo quanto i tempi ne risentiranno, di sicuro non sono attese grandi performance. E quindi, in attesa di vedere come andrà, come sempre, “forza azzurri”.

Silvia Salis

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