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Editoriali

Contro la Russia Kyiv agisce dove il mercato non arriva

Redazione

Gli attacchi ucraini contro il petrolio di Mosca sono ora un riflesso mediorientale e hanno a che fare con il guadagno che la Russia sta ottenendo con la guerra in Iran. L’errore è di chi non riesce a collegare i due conflitti

   

La guerra che fingiamo di non vedere più va avanti e mentre Mosca bombarda l’Ucraina con regolarità e si nega ai colloqui trilaterali che sono fermi da febbraio, Kyiv cerca di condurre operazioni mirate, lavorando assieme alla situazione internazionale. Il Cremlino ha ottenuto un regalo momentaneo dall’aumento dei prezzi del petrolio, ma l’atteggiamento generale è di cautela, il guadagno sarà consolidato dopo mesi, per ora è troppo poco. La Russia però ha sospeso tutto, non vuole più parlare con gli ucraini, vuole prima vedere come va a finire in medio oriente. Kyiv allora si adatta: continua a partecipare agli incontri con gli americani, studia modi per arrivare alla pace, come rafforzare la sua posizione con l’Amministrazione di Donald Trump.

 

Sul campo di battaglia si comporta in modo lineare e punta soprattutto ai depositi di petrolio, per fare in modo che il vantaggio momentaneo dell’economia russa si depotenzi. Dopo notti di bombe che hanno ucciso almeno sei civili, Kyiv ha risposto colpendo gli impianti russi per l’esportazione di petrolio dal porto di Primorsk, affacciato sul Baltico. L’Ucraina porta avanti da tempo la strategia di colpire dove le sanzioni non arrivano, ma ora il significato è ancora più profondo e ha anche a che fare con il guadagno che la Russia sta ottenendo con l’altra guerra. Sia Kyiv sia Mosca sanno che quello che accade in Iran ha un valore per quello che succede in Europa e agiscono di conseguenza. L’errore è di chi invece non riesce a collegare i due conflitti, a non considerare che due schieramenti si fronteggiano lungo un fronte che va da Kyiv al medio oriente. La miopia è soprattutto americana, ma non soltanto. Le due guerra gemelle si combattono insieme, Mosca vuole trarne vantaggio, Kyiv risponde a tono, ha una strategia chiara e sta pagando.

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