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la sfida

Due petroliere russe si dirigono a Cuba violando l'embargo di Trump

Maurizio Stefanini

Le pressioni americane e il sostegno di Mosca all'Avana. La crisi energetica nell’isola ha raggiunto il suo punto più critico da decenni, e le due navi potrebbero segnare la fine di oltre tre mesi senza rifornimenti esterni confermati

Una sfida di Vladimir Putin a Donald Trump in un momento in cui il caos mondiale sta arrivando al picco, o un tentativo di saggiare fino a che punto possono arrivare le concessioni petrolifere di Washington a Mosca in risposta al blocco dello stretto di Hormuz? La notizia è che due petroliere russe sono dirette a Cuba, nonostante sia in vigore un embargo imposto dagli Stati Uniti. La crisi energetica nell’isola ha raggiunto il suo punto più critico da decenni, con prolungati blackout, ospedali costretti a sospendere le attività e un’economia paralizzata dalla mancanza di carburante. Ma in questo contesto, le due navi potrebbero segnare la fine di oltre tre mesi senza rifornimenti esterni confermati.

L’arrivo di questi carichi, nonostante le pressioni diplomatiche e le sanzioni statunitensi, è stato attentamente monitorato da piattaforme di tracciamento marittimo e fonti di intelligence commerciali. Secondo i dati di tracciamento di MarineTraffic, entrambe le navi hanno dichiarato destinazioni ufficiali al di fuori di Cuba – la Sea Horse, per esempio, risulta diretta a Boston – ma la loro traiettoria effettiva e le analisi di società indipendenti sollevano dubbi sulla loro destinazione finale. L’utilizzo di rotte indirette, la manipolazione del Sistema di identificazione automatica (Ais) e il cambio di bandiera sono pratiche rilevate dai sistemi di monitoraggio e, secondo gli esperti, mirano a ostacolare l’effettiva applicazione delle sanzioni. La Sea Horse, una petroliera battente bandiera di Hong Kong, è sotto osservazione dall’inizio di febbraio. Le indagini della società di intelligence marittima Windward mostrano che questa nave avrebbe ricevuto un trasferimento di circa 190 mila barili di gasolio russo al largo delle coste di Cipro. Successivamente ha modificato più volte la sua destinazione dichiarata sui sistemi di navigazione: inizialmente indicata nell’Avana, poi Gibilterra e infine in Boston.

Durante lunghi tratti del viaggio, la Sea Horse ha disattivato il suo segnale Ais, una tattica che riduce la visibilità della sua posizione ed è considerata una “pratica elusiva” nel settore marittimo. Windward sottolinea inoltre che la Sea Horse non è assicurata da compagnie occidentali, un fattore spesso associato a operazioni che cercano di eludere le sanzioni internazionali. Questa mancanza di copertura rende più difficili le richieste di risarcimento in caso di incidente, ma allo stesso tempo consente all’imbarcazione di operare al di fuori dei normali canali di controllo finanziario e legale.

Nel frattempo, la petroliera russa Anatoly Kolodkin, sanzionata da Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito, è salpata dal porto di Primorsk all’inizio di marzo. Secondo i dati della società Kpler, riportati dal Guardian e dal Financial Times, trasporta circa 100 mila tonnellate di greggio degli Urali – l’equivalente di oltre 725 mila barili – destinate al terminale di Matanzas, sulla costa settentrionale di Cuba. Il tracciamento satellitare ne colloca l’arrivo nelle prime settimane di aprile, e si tratterebbe della più grande spedizione di petrolio russo a Cuba dall’intensificarsi delle sanzioni all'inizio dell’anno, con l’interruzione delle forniture venezuelane seguite alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro, il 3 gennaio. Cuba produce internamente soltanto il 40 per cento del petrolio che consuma, e l’ultima spedizione registrata dal Messico risale al 9 gennaio.

L’Amministrazione Trump ha dichiarato la sua intenzione di “prendere il controllo” di Cuba o di intervenire al di là delle sanzioni. Mosca, da parte sua, ha espresso il suo sostegno all’Avana, definendo le pressioni statunitensi “inaccettabili” e riaffermando l’impegno a sostenere la stabilità energetica dell’isola. Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso giovedì una nuova licenza temporanea che autorizza la vendita e la consegna di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi caricati su navi entro il 12 marzo 2026. Il provvedimento, che scade l’11 aprile, sostituisce un’esenzione identica emessa una settimana fa, ma introduce una modifica fondamentale: esclude espressamente le transazioni con Cuba, Corea del nord e Crimea.

 

 

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