Foto Epa, via Ansa

la giornata

Trump prova a rassicurare i mercati dicendo che "la guerra finirà presto"

Giovanni Battistuzzi

Il presidente americano deve provare ad abbassare il prezzo del petrolio in vista delle elezioni di midterm. Intanto loda i successi militari, minaccia l'Iran, e dice "andiamo avanti più determinati che mai a ottenere la vittoria finale che porrà fine una volta per tutte a questo pericolo di lunga data"

I fatti principali

  • Trump ha provato a rassicurare i mercati dicendo che "la guerra finirà presto, molto presto";
  • il Dipartimento di stato ha ordinato l'allontanamento obbligatorio dei diplomatici statunitensi e dei loro familiari dal consolato di Adana;
  • il sistema di difesa aerea Patriot è stato schierato in Turchia per "supportare la protezione del nostro spazio aereo", ha reso noto il ministero della Difesa turco.

 

L'Iran continuerà a bloccare le forniture di petrolio agli alleati di Israele e Stati Uniti

Il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Ali Mohammad Naeini, ha reso noto che l'Iran continuerà a bloccare le forniture di petrolio agli alleati di Israele e Stati Uniti. In una dichiarazione riportata da Mehr, un'agenzia di stampa semiufficiale, ha dichiarato che "non consentirà l'esportazione di un solo litro di petrolio dalla regione alla parte ostile e ai suoi partner fino a nuovo avviso", sottolineando che "i loro sforzi per ridurre e controllare il prezzo del petrolio e del gas saranno temporanei e infruttuosi".

 

La Spagna continua a chiedere "ripresa del dialogo", mentre il Regno Unito ha iniziato ad armare la sua nave da sbarco

Il governo spagnolo rimane fermo sulla sua decisione di non permettere agli Stati Uniti l'utilizzo delle basi militari in Andalusia per le operazioni contro l'Iran, ma ora esprime "ferma e categorica condanna degli inaccettabili attacchi iraniani contro i paesi del Golfo, in particolare quelli diretti contro infrastrutture civili, e del lancio di un missile contro la Turchia, che costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite". Lo ha scritto in una nota il ministero degli Esteri spagnolo. La Spagna invita alla "distensione" e alla "ripresa del dialogo e dei negoziati per risolvere le controversie in sospeso" poiché la "violenza e la soluzione militare non faranno altro che generare una maggiore instabilità a scapito della pace, della sicurezza e della prosperità di tutti".

Nel frattempo il Regno Unito ha deciso di porre "in stato di massima allerta a titolo precauzionale, qualora fosse necessario che fornisse assistenza in attività marittime nel Mediterraneo orientale", la RFA Lyme Bay, la nave da sbarco ausiliaria della marina militare britannica che attualmente si trova a Gibilterra. Ieri, il segretario alla Difesa inglese, John Healey, ha inoltre dichiarato che la nave da guerra HMS Dragon partirà da Portsmouth nei prossimi giorni per raggiungere il Mediterraneo.

   


  

Patriot in Turchia

In una nota, il ministero della Difesa della Turchia, ha reso noto di aver schierato nella parte orientale del paese un sistema di difesa aerea Patriot di fabbricazione americana "per supportare la protezione del nostro spazio aereo". Il dispiegamento fa parte delle "misure di difesa aerea e missilistica potenziate" adottate dalla Nato, di cui la Turchia fa parte. L'annuncio è arrivato dopo che la Turchia ha dichiarato che le difese Nato avevano abbattuto ieri un missile balistico lanciato dall'Iran, il secondo in meno di una settimana. I Patriot sono un sistema avanzato basato a terra che utilizza missili intercettori.

Qui potete approfondire cos'è il sistema Patriot per la difesa aerea

  


   

Donald Trump ha provato a infondere fiducia ai mercati. In una conferenza stampa in Florida ha prima suggerito che gli Stati Uniti potrebbero iniziare ad accompagnare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz per contribuire a mantenere il flusso di petrolio dal Medio Oriente e poi si è lanciato in una previsione: "La guerra finirà presto, molto presto". Non "questa settimana", ha detto. La prossima chissà. Quel che è certo è che, ha sottolineato il presidente americano "andiamo avanti più determinati che mai a ottenere la vittoria finale che porrà fine una volta per tutte a questo pericolo di lunga data", la Repubblica islamica dell'Iran. Anche perché "le forze aeree americane hanno decimato le capacità militari del paese".

Non poteva che arrivare anche la minaccia: se l'Iran dovesse attaccare navi sotto la protezione degli Stati Uniti in transito nello Stretto di Hormuz – in pratica il collo di bottiglia nel commercio energetico globale, qui potete leggere il nostro approfondimento – "li colpiremo così duramente che non sarà possibile né per loro né per chiunque altro li aiuti recuperare quella parte del mondo".

A chi ha fatto notare al presidente americano che il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato invece che tutto quello che era accaduto sinora era solo l'inizio, Trump ha risposto che, ovviamente, era i giornalisti ad aver capito male, che Hegseth voleva dire che "è l'inizio della costruzione di un nuovo paese", sostenendo che l'Iran è ormai senza la marina militare e l'aeronautica, "non hanno più equipaggiamento antiaereo. È stato tutto fatto saltare in aria".

I mercati hanno provato a crederci. Il prezzo del petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile.

E il prezzo del petrolio è ciò che preoccupa più Donald Trump. Il presidente americano sa che se arriva alle elezioni di midterm con i prezzi troppo alti, il per il Partito Repubblicano potrebbe perdere molti voti. Gli analisti hanno più volte sottolineato come il prezzo di carburante e gas avranno un peso non secondario in queste elezioni. Per questo Trump sta cercando un modo per arginare il problema. O quanto meno un diversivo.

Intanto in America i Democratici stanno facendo campagna elettorale sottolineando come le politiche di Trump, dai dazi alla guerra in Iran, stiano rendendo la vita meno accessibile per molti americani. Secondo i sondaggi d'opinione, la guerra è impopolare tra la maggior parte degli americani e, al decimo giorno di conflitto, non è chiaro quanto a lungo possano durare i combattimenti.

   


   

Gli americani allontanano i diplomatici dal consolato di Adana

Nonostante l'ottimismo di Trump, il Dipartimento di stato ha ordinato l'allontanamento obbligatorio dei diplomatici statunitensi e dei loro familiari dal consolato di Adana, città della Turchia meridionale, vicino alla base aerea di Incirlik, dove operano l'aeronautica militare statunitense e altre forze della Nato.

   

 

E l'ambasciata statunitense a Beirut ha consigliato ai cittadini americani "dovrebbero prendere seriamente in considerazione l'idea di lasciare il paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall'aeroporto Rafic Hariri di Beirut". O quantomeno di "rifugiarsi in un luogo sicuro". A Beirut e in alcune zone del Libano meridionale infatti l'esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti per provare a sconfiggere definitivamente il gruppo terroristico di Hezbollah, sostenuto dall'Iran.

   


  

La telefonata Trump-Putin

Lunedì Donald Trump si era sentito telefonicamente con il presidente russo Vladimir Putin. Qui trovate tutti i dettagli sulla telefonata e tutti gli aggiornamenti della giornata di ieri

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