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Verdi di un soffio davanti alla Cdu, nel Baden-Württemberg si va verso coalizione tra i due partiti
Nella patria in crisi dell'automotive tedesco, mezzo punto percentuale premia l'ex ministro federale dell'Agricoltura Cem Özdemir. Grande balzo in avanti dell'ultra-destra AfD, che diventa terzo partito con il 18,8 per cento
Le cruciali elezioni in Baden-Württemberg, patria in crisi dell'automotive tedesco, vengono decise da mezzo punto percentuale, circa 27mila voti. Vincono con il 30,2 per cento i Verdi, guidati dall'ex ministro federale dell'Agricoltura Cem Özdemir, mentre il candidato della Cdu del cancelliere Friedrich Merz, il 37enne Manuel Hagel, si ferma al 29,7 per cento. Ieri sera le prime proiezioni avevano ipotizzato un'affermazione molto più larga dei Verdi, ma nella notte lo scarto si è rivelato talmente risicato che nel parlamento locale la conta finale assegnerebbe comunque un pareggio nei seggi: 56 ai Verdi e 56 ai cristiano-democratici (salvo eventuali riconteggi, da non escludere con un tale fotofinish). L'assegnazione del primo posto serve soprattutto a definire chi guiderà la probabile terza coalizione consecutiva proprio tra Verdi e Cdu.
L'esperto 60enne Özdemir ha compiuto un mezzo miracolo nel ricco Land tedesco-meridionale, visto che fino a poche settimane fa Hagel era considerato un vincitore quasi sicuro. Grande balzo in avanti dell'ultra-destra AfD, che diventa terzo partito con il 18,8 cento (quasi il doppio rispetto al 2021). Disastro per la Spd, che raccoglie solo il 5,5 per cento, entrando per un pelo in parlamento, il peggior risultato socialdemocratico di sempre nel Land. Crollano sotto il 5% i liberali di FDP, già finiti fuori dal parlamento federale un anno fa, mentre anche la Linke resta fuori.
In Baden-Württemberg l'alleanza verde-nera è già una realtà da dieci anni, grazie alla saggia presidenza uscente del verde-conservatore Winfried Kretschmann. Questa volta i cristiano-democratici erano convinti di poter diventare l'alleato senior, ma il partito paga la debolezza di un candidato come Hagel, poco conosciuto e imbarazzato sul finale da una vecchia intervista abbastanza cringe. Già venerdì scorso, nella chiusura della campagna della Cdu a Ravensburg, era più che palpabile la paura di mancare il primo posto. Lo stesso Merz è dovuto venire a dare manforte, mentre sul palco si sono ripetuti con insistenza gli inviti a far votare amici e parenti. Nel frattempo, nei corridoi della politica tedesca, girerebbe anche il sospetto che proprio Merz non fosse nemmeno così entusiasta di un'eventuale vittoria di Hagel, visto il legame che il giovane rampante ha con il ministro-presidente del Nordreno-Vestfalia, Hendrik Wüst. Merz vedrebbe infatti in Wüst un insidioso avversario per la prossima candidatura cristiano-democratica alla cancelleria.
I Verdi devono festeggiare la propria corrente più pragmatica e meno ideologizzata. Cem Özdemir, che sarà il primo ministro-presidente tedesco con genitori turchi, si è presentato come un candidato affidabile e rassicurante, promettendo di saper coniugare la produttività industriale con l'ecologismo, e mostrando impostazioni non troppo liberal sull'immigrazione. Decisivo per i Verdi è stato il voto a Stoccarda e quello dei più giovani (si è votato dai 16 anni in su). Özdemir ha già invitato la Cdu a continuare il lavoro fatto dagli ultimi due gabinetti Kretschmann, con un appello a formare un nuovo "governo del centro", cioè lontano dalle correnti più di sinistra degli ecologisti e in nome delle sfide produttive del Baden-Württemberg, territorio sempre più in difficoltà nella competizione globale. La formazione della nuova coalizione non sarà comunque una passeggiata, vista l'asprezza delle ultime settimane di campagna elettorale.
AfD raccoglie un risultato solido. L'ultra-destra sembra essere stata spinta soprattutto dal voto tra i lavoratori più scontenti. Il 36 per cento degli operai e lavoratori manuali avrebbe votato AfD, così come oltre il 40 per cento del ceto meno abbiente. A porte chiuse, però, nel partito si respira tensione. Nell'ultima settimana, invece di farsi vedere in Baden-Württemberg, Markus Frohnmaier, il candidato di AfD alla guida del Land, ha pensato bene di viaggiare negli Stati Uniti per omaggiare i suoi contatti Maga. Una conferma di come la sua candidatura fosse soprattutto una manovra di influenza nazionale e geopolitica, con notevoli elementi filo-russi. Domenica sera Frohnmaier ha comunque chiesto alla Cdu di formare un'alleanza "conservatrice". I numeri ci sarebbero, ma i cristiano-democratici hanno ribadito un secco no. "Per me nessun incarico al mondo è così importante da farmi eleggere con i voti di AfD", ha sentenziato Hagel.
Devastante il crollo della Spd. Il candidato socialdemocratico Andreas Stoch si è dimesso poche decine di minuti dopo l'uscita della prima proiezione di ieri sera. Sicuramente una parte dell'elettorato dell'Spd si è spostato verso i Verdi, soprattutto una volta che era diventato chiaro quanto sarebbe stata combattuta la volata finale. Per il risultato della Spd c'era anche molta preoccupazione nel governo Merz. Con una simile batosta la dirigenza socialdemocratica sarà sotto pressione per applicare un riposizionamento politico nazionale e questo potrà creare tensioni nel governo. Se anche il prossimo voto locale, quello in Renania-Palatinato, dovesse punire i socialdemocratici, l'esecutivo di Berlino si troverà in difficoltà.
Dopo il prossimo voto in Renania-Palatinato, nel super-anno elettorale tedesco toccherà poi a Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania. Nel primo e terzo Land, AfD punta al colpo grosso e in Sassonia-Anhalt sogna addirittura di creare un governo senza dover ricorrere ad alleati. Per la politica tedesca il 2026 sarà un anno molto lungo.