la giornata
Droni iraniani colpiscono l'Azerbaijan. La Francia autorizza gli Usa a utilizzare le basi in medio oriente
Attaccati un terminal dell'aereoporto e una scuola. Il ministro degli Esteri azero chiede spiegazioni e non esclude una "risposta appropriata". Lo Stato maggiore francese: "Gli aerei americani contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo". Telefonata tra Meloni e Macron
♦ I FATTI PRINCIPALI - Giorno 6
- La Francia ha autorizzato la presenza di aerei statunitensi in alcune basi in medio oriente.
- Si osservano le mosse delle forze curde iraniane filoamericane con base in Iraq, che potrebbero entrare in Iran creando un potenziale nuovo fronte.
- Un sottomarino americano ha colpito una nave da guerra iraniana a largo dello Sri Lanka, la IRIS Dena. Più di 80 memrbi dell'equipaggio sono morti, ci sono ancora dispersi.
- L'Iran nega di aver lanciato un missile contro la Turchia ieri. Il missile è stato intercettato dalle difese Nato sopra i cieli turchi. Il sospetto è che fosse diretto a Cipro.
- Intanto, continua l'offensiva via terra di Israele nel sud del Libano, mentre l'Arabia Saudita fa sapere di aver abbattuto diversi droni che volavano sui suoi cieli nella notte e l'Iran ha lanciato dei droni contro l'Azerbaijan. Esplosioni sono state registrate nelle capitali del Qatar e del Bahrein, a Doha e a Manama. Lo riferiscono media locali e l'Afp.
- Ancora parzialemente bloccato il traffico navale nello stretto di Hormuz dove passa il 20 per cento del petrolio mondiale.
- Sei soldati americani sono morti in Kuwait dall'inizio del conflitto. Il Pentagono ha identificato cinque di loro. Sono stati rinviati i funerali di stato dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso sabato, che avrebbero dovuto tenersi questa sera a Teheran. A succedergli potrebbe essere il figlio Mojtaba, 56 anni, ma la notizia non è ancora confermata ufficialmente.
Le risposte europee alla guerra in medio oriente
La Francia autorizza la presenza di aerei Usa in alcune basi in medio oriente
Mentre è in corso l'attacco americano-israeliano contro l'Iran, una portavoce dello Stato maggiore francese ha detto all'Afp che la Francia ha autorizzato la presenza di aerei statunitensi in alcune basi in medio oriente: "Nell'ambito delle nostre relazioni con gli Stati Uniti, la presenza dei loro aerei è stata temporaneamente autorizzata nelle nostre basi" nella regione, "questi aerei contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo".
L'Italia dice sì alla difesa aerea per i paesi del Golfo e Cipro
A proposito di basi militari, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina, parlando a Rtl102.5, ha ricordato che l'Italia ne ha concesso tre "agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati. Secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, sarebbe a dire, operazioni di non bombardamento, se ci vogliamo intendere". Dopo le sue dichiarazioni, la premier ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron durante la quale i due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Meloni e Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano e hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi.
Dopo Meloni è stato il turno dei ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, che, durante l'informativa alla Camera, hanno spiegato le mosse dell'Italia davanti alla crisi internazionale. "Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione - ha spiegato il titolare della Difesa che ieri si è recato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica per parlare dell'attuale crisi internazionale - e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica". Crosetto ha poi sottolineato: "Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto navale a Cipro". Riguardo alle basi militari, il titolare della Difesa ha detto che, al momento, "non c'è un tema di uso di basi da concedere" perché "non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia relativa a scenari diversi e al di fuori del perimentro logistico e di addestramento di velivoli non destinati al combattimento. Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha poi spiegato la decisione di inviare supporti militari ai paesi del golfo: "La scomparsa di Khamenei apre la possibilità di un nuovo medio oriente, sono enormi ora le responsabilità del regime iraniano, sia sul fronte nucleare che sul fronte sociale. Ne ho parlato ieri sera con Rubio, che conferma che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni prese da Teheran e dal regime. L'Italia è l'unico paese presente con missioni diplomatiche in tutta l'area, i nostri partner del Golfo hanno voluto più volte ringraziarci per la presenza e l'amicizia."
La Spagna si schiera contro la campagna militare americana
A differenza della Francia, la Spagna si è schierata apertamente contro la campagna militare americana: infatti il primo ministro Pedro Sánchez ha vietato l'utilizzo delle basi di Rota e Morón per le operazioni contro l'Iran. Una decisione che ha fatto infuriare l'inquilino della Casa Bianca che ha ordinato al segretario al Tesoro di recidere tutti i rapporti commerciali con il paese: "Taglieremo tutti i commerci con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna". Sánchez però, invece di arretrare, ha raddoppiato la dose di retorica anti Trump e, in un discorso alla nazione, ha dichiarato: “La posizione del governo spagnolo si riassume in tre parole: no alla guerra. Siano contrari alla violazione del diritto internazionale, a rassegnarsi al fatto che il mondo può risolvere i propri problemi solo con le bombe, a ripetere gli errori del passato”. Per poi lanciare una sfida al tycoon: “Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni”.
Droni iraniani hanno colpito l'Azerbaijan
Secondo quanto scrive Reuters, droni iraniani hanno colpito l'Azerbaigian. Dalle prime ricostruizioni non è chiaro quanti missili e droni siano caduti nella zona. Uno ha colpito il terminal dell'aeroporto nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, mentre l'altro è caduto nei pressi di un edificio scolastico nel villaggio di Shakarabad.
Il ministero degli Esteri azero ha dichiarato di aver convocato l'ambasciatore iraniano Mojtaba Demirchilou per trasmettere "una forte protesta". Il ministro degli Esteri ha poi aggiunto: "Questo attacco contro il territorio della Repubblica dell'Azerbaijan costituisce una violazione delle norme e dei principi del diritto internazionale e contribuisce ad aumentare le tensioni nella regione. Chiediamo alla Repubblica islamica dell'Iran di fornire, nel più breve tempo possibile, una spiegazione chiara in merito al caso, di condurre un'indagine appropriata e di adottare le misure urgenti necessarie per garantire che tali attacchi non si ripetano in futuro". E ha concluso il messaggio lanciando un avvertimento: "La parte azera si riserva il diritto di adottare misure di risposta appropriate".