Mosca non può permettersi di perdere Teheran
Putin corre in soccorso di Khamenei. La Russia non può permettersi un regime change in Iran, fonte di droni e munizioni, canale alternativo per aggirare le sanzioni e alleato che condivide l’odio per l’occidente. E poi c'è il nodo del petrolio
A gennaio è uscita la notizia, riportata da Bloomberg, che l’Iran ha venduto missili alla Russia per tre miliardi di dollari per supportare la guerra contro l’Ucraina, fra cui missili balistici a corto raggio Fath-360 e missili terra-aria.
Ora è il Financial Times a rivelare che Teheran ha firmato con Mosca un accordo da cinquecento milioni di dollari per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla.
L’intesa prevede centinaia di Verba, tra i più moderni sistemi russi di difesa aerea, e di 2.500 missili 9M336. Un rafforzamento significativo delle capacità di difesa aerea iraniane in un momento in cui la Repubblica islamica è sotto pressione sul fronte militare e diplomatico. E mentre Stati Uniti e Iran terranno giovedì un secondo round di negoziati a Ginevra, Mosca prova a salvare il suo alleato nella regione. L’Iran aveva acquistato un sistema di difesa aerea russo S-300 nel 2016, ma Israele e gli Stati Uniti lo avevano annichilito con gli strike dal 2024 e del 2025. A gennaio Ali Larijani, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e considerato un successore di Ali Khamenei, il 31 gennaio è volato a Mosca da Putin. E la scorsa settimana i russi si sono uniti agli iraniani per le esercitazioni nello Stretto di Hormuz. Senza contare che la Russia ha segretamente spedito miliardi in contanti all’Iran per sostenere il regime, mentre gli ayatollah garantivano a Mosca un flusso di droni Shahed-136 e missili balistici a corto raggio per la guerra in Ucraina. Una crisi strategica a Teheran (come le cadute di Assad in Siria e di Maduro in Venezuela) non deciderebbe da sola la guerra in Ucraina ma potrebbe alterarne l’equilibrio psicologico. Senza l’Iran, la Russia perderebbe una fonte di droni e munizioni, un canale alternativo per aggirare le sanzioni tecnologiche occidentali e un alleato che condivide l’odio per l’occidente. Un cambio di regime in Iran farebbe poi cadere il prezzo del petrolio, vitale per il sostentamento della Russia.