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editoriali

L'Artico si protegge da Trump

Redazione

Il referendum accelerato in Islanda dopo che un errore del presidente americano ha fatto preoccupare il governo e la protezione danese alla Groenlandia nel rispondere con un secco "no" all'annuncio del tycoon dell'arrivo sull'isola di una "nave ospedale per prendersi cura dei malati che sono lì"

  

Il governo islandese potrebbe accelerare i tempi del referendum per riaprire i negoziati con l’Unione europea su un futuro accesso, che erano stati sospesi nel 2013. Secondo un’esclusiva di Politico, la consultazione prevista per il 2027 potrebbe già tenersi quest’estate, ad agosto, e sappiamo il perché: non si è mai capito se Donald Trump, nel suo discorso a Davos in cui aveva annunciato che non avrebbe utilizzato la forza militare per conquistare la Groenlandia ma che quel “pezzo di ghiaccio” pensava comunque di meritarselo, abbia detto “Iceland” per sbaglio o se si riferisse alle terre ghiacciate groenlandesi o se per lui tutto l’Artico ghiacciato è più o meno uguale, e lo vuole suo, ma l’inviato per l’Islanda di Trump, Billy Long, ha detto che il paese potrebbe diventare il 52esimo stato americano. Forse Long ha fatto soltanto una battuta, ma abbiamo tutti imparato che ogni cosa è possibile, ed è meglio prepararsi. Anche perché i trumpiani continuano a essere minacciosi. Lo si è visto ancora durante lo scorso fine settimana, quando Trump ha annunciato l’arrivo in Groenlandia di una nave-ospedale americana per “prendersi cura dei malati che ci sono lì e che nessuno cura”. Il presidente americano insiste sul fatto che i groenlandesi sono negletti dai danesi – l’isola è un territorio semiautonomo della Danimarca – e  dal loro governo, e che l’America salverà tutti, ma le due navi-ospedale di cui dispongono gli Stati Uniti sono in manutenzione e quindi non disponibili, e gli unici che avevano bisogno di cure mediche erano proprio degli americani, a bordo di un sottomarino al largo delle coste groenlandesi che ha avuto dei problemi. All’ennesima provocazione – del genere che mettono fretta anche all’Islanda – groenlandesi e danesi hanno risposto: noi abbiamo un sistema sanitario pubblico che non dipende dal reddito e dalle assicurazioni di ogni cittadino e che funziona molto bene. Possiamo curare anche gli americani, che non sapevamo nemmeno che fossero qui da noi su un sottomarino, la vostra nave-ospedale fantasma non serve, grazie.

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