LaPresse
Editoriali
La Corea del nord nuclearizzata è una minaccia diretta anche per l'Europa
Dopo anni di crisi e carestie, Pyongyang ha abbandonato ogni tentativo di dialogo con l'occidente e ha aumentato in maniera esponenziale l’arsenale nucleare. Intanto Putin sta inviando le truppe di Kim a combattere in Ucraina
"Mai prima d’ora abbiamo ottenuto risultati così grandi, superando circostanze così ardue e difficili come negli ultimi cinque anni”, ha detto l’altro ieri il dittatore nordcoreano Kim Jong Un, aprendo i lavori del 9° Congresso del Partito dei lavoratori di Corea, il massimo organo decisionale della Corea del nord. Secondo gli analisti sudcoreani quello di Kim è stato un discorso particolarmente ottimista, anche sul piano economico: il motivo è che dopo anni di crisi e carestie – anche dovuto alla chiusura totale del Covid – Pyongyang ha abbandonato ogni tentativo di dialogo con la Corea del sud, che ormai è ufficialmente un paese ostile, e con l’occidente in generale, a quasi sette anni dall’ultimo vertice fra il presidente americano Donald Trump e Kim.
A differenza di quanto promesso all’epoca da Trump, il paese è ormai considerato una potenza nucleare de facto. E il regime è diventato anche un asset fondamentale della Russia di Putin, che dopo il ripristino dell’alleanza militare con la Corea del nord, nel 2024, ha dichiarato la denuclearizzazione della Corea del nord una “questione chiusa”. Mercoledì scorso, alla vigilia del Congresso, davanti alla Casa della Cultura del 25 aprile che ospita i delegati del Partito le Forze armate nordcoreane hanno schierato cinquanta (cinquanta!) nuovi veicoli di lancio per missili a corto raggio con capacità nucleare. L’arsenale nordcoreano aumenta esponenzialmente, mentre le truppe di Kim si addestrano alla guerra grazie a Putin. E’ ciò che ha tentato di spiegare il ministro della Difesa giapponese, Shinjiro Koizumi, la scorsa settimana a Monaco: “Oltre 10.000 soldati nordcoreani sono stati inviati in Russia. La Russia sta inviando truppe nordcoreane in Ucraina. Stanno imparando nuovi metodi di guerra in ogni ambito, utilizzando droni, intelligenza artificiale, cyberspazio e armi convenzionali. Ecco perché affermo che l’Ucraina non è un problema lontano”. Tokyo sta cercando di tenere le fila di un principio – l’indivisibilità della sicurezza dell’Euro-Atlantico e dell’Indo-Pacifico – sempre più messo in discussione, anche dalla Casa Bianca.
La decisione sui dazi