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Tutti i paesi che si stanno muovendo per vietare i social media ai giovani
Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Slovenia. Così il divieto australiano e le controversie sui chatbot di intelligenza artificiale hanno accelerato il dibattito dei paesi europei (e non solo) sull'età minima per l'accesso dei bambini a internet
Dopo la storica decisione dello scorso dicembre del governo australiano di vietare l’accesso ai principali social network ai ragazzi e alle ragazze di età inferiore ai sedici anni, il dibattito sul ban dei social media a bambini e adolescenti si è aperto in molti altri paesi: la seconda camera del Parlamento britannico e la camera bassa francese hanno votato restrizioni simili e anche Germania, Spagna, Portogallo, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Grecia, Slovenia, Indonesia, Malesia e Norvegia stanno valutando il divieto. Le controversie sull'intelligenza artificiale, in particolare sul chatbot AI di Elon Musk Grok, che ha diffuso migliaia di immagini deepfake a sfondo sessuale, anche di bambini, hanno accelerato il dibattito sul ban. L'organismo di controllo della privacy dei dati dell'Unione europea ha avviato un'indagine contro X, che sta affrontando indagini anche in Francia e nel Regno Unito. Il Parlamento europeo ha chiesto all'Ue di stabilire un'età minima per l'accesso dei bambini ai social media e ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, per garantire "un coinvolgimento online adeguato all'età", ma spetterà a ciascun paese decidere i requisiti minimi di età. Ecco tutti i paesi che stanno prendendo in considerazione o hanno già provveduto a vietare l'uso dei social media ai giovani utenti.
Australia
L'Australia è diventata il primo paese al mondo a vietare l'uso dei social media ai minori di 16 anni nel dicembre 2025. Il divieto impedisce ai bambini di utilizzare Facebook, Instagram, Snapchat, Threads, TikTok, X, YouTube, Reddit, Twitch e Kick. I bambini e i genitori non vengono puniti per aver violato il divieto, ma le aziende di social media rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani in caso di violazioni gravi o ripetute. Secondo il governo le aziende devono adottare "misure ragionevoli" per tenere i bambini lontani dalle loro piattaforme e dovrebbero utilizzare più tecnologie di verifica dell'età. Il governo australiano, prima di scegliere la via del divieto, ha ricevuto un rapporto poco pubblicizzato ma molto approfondito dalla commissione parlamentare competente che ha analizzato la legge, le tecnologie coinvolte e le evidenze scientifiche rispetto ai rischi indicati dal governo. Il direttore Claudio Cerasa ha scritto sul Foglio che "il governo australiano non ha tenuto conto delle conclusioni della commissione, che segnalavano criticità, alternative e rischi strutturali dell’approccio scelto. Gli elementi presenti nel rapporto aiutano ad aggiungere altri spunti di riflessione, utili per dubitare della bontà del paternalismo di stato applicato alla tecnologia".
Regno Unito
Ieri il primo ministro Keir Starmer ha promesso di intervenire sull'accesso dei giovani ai social media "entro mesi, non anni", affermando però che ciò non implica necessariamente un divieto totale di accesso per i minori di 16 anni. "Ci sono argomenti convincenti da entrambe le parti. Alcuni sostengono semplicemente che basta togliere tutti i minori di 16 anni dai social media, e la questione è chiusa. L'NSPCC, ovviamente un'organizzazione molto attenta alla tutela dei minori, dice di no, perché spingerebbe i bambini verso luoghi ancora più oscuri", ha detto in un evento a Londra. Starmer ha avviato il mese scorso una consultazione sul divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni e ora sta lavorando per modificare la legislazione in modo da poter apportare eventuali modifiche entro pochi mesi dalla conclusione della consultazione.
Spagna
Anche la Spagna ha proposto di vietare l'uso dei social media ai minori di 16 anni: "I social media sono diventati uno stato fallito", aveva detto Pedro Sánchez al World Government Summit di Dubai. "Oggi i nostri figli sono esposti a uno spazio in cui non avrebbero mai dovuto muoversi da soli. Non lo accetteremo più". La Spagna richiederà alle piattaforme di social media di utilizzare sistemi di verifica dell'età e sta elaborando una legge per rendere i dirigenti dei social media personalmente responsabili per i discorsi d'odio sulle loro piattaforme. Oggi ha annunciato anche che chiederà ai procuratori di indagare sulle società di social media X, Meta e TikTok per determinare se abbiano commesso reati penali consentendo alla loro intelligenza artificiale di generare e diffondere materiale pedopornografico.
Portogallo
Il Portogallo è l'ultimo paese europeo ad approvare il divieto di utilizzo dei social media per i bambini. La scorsa settimana il parlamento portoghese ha approvato un disegno di legge per limitare l'accesso alle piattaforme dei social media ai minori di 16 anni: il disegno di legge limita il libero accesso ai social network e ad altre piattaforme per i bambini di età inferiore ai 16 anni, richiedendo il consenso dei genitori o dei tutori legali. Per quanto riguarda l'accesso ai social network e ad altre piattaforme, la legge stabilisce un limite di 13 anni per il consenso dei minori.
Germania
Il blocco conservatore tedesco ha proposto un divieto sui social media per i minori di 16 anni, nonostante nella coalizione di centro-sinistra siano titubanti. Il partito conservatore del cancelliere tedesco Friedrich Merz afferma che le piattaforme devono proteggere meglio i giovani regolamentando i loro modelli di business, aggiungendo garanzie e limitando i sistemi di raccomandazione aggressivi. Ieri i co-governatori socialdemocratici hanno appoggiato la proposta dei conservatori del cancelliere Friedrich Merz di limitare i servizi per i minori di 16 anni.
Francia
Il mese scorso i legislatori francesi hanno approvato un disegno di legge che vieta l'uso dei social media ai minori di 15 anni. Il disegno di legge è stato approvato dall'Assemblea nazionale francese, divisa in due, con 116 voti favorevoli e 23 contrari. Ora passerà al Senato prima del voto finale alla Camera bassa. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto la misura come misura per proteggere i bambini dal tempo eccessivo trascorso davanti agli schermi.
Malesia
Già lo scorso anno la Malesia ha annunciato che avrebbe vietato l'uso dei social media ai minori di 16 anni. Sarebbe dovuto partire da gennaio, poi il termine stato posticipato al prossimo luglio. La Malesia ha anche temporaneamente vietato Grok a causa delle sue immagini a sfondo sessuale e ha introdotto una legge che impone alle piattaforme di social media con oltre otto milioni di utenti locali di operare con licenze.
Indonesia
L'Indonesia ha dichiarato che prevede di applicare restrizioni sui social media per gli adolescenti dai 13 ai 16 anni a partire da marzo. Come la Malesia, anche l'Indonesia ha vietato provvisoriamente Grok e richiede alle aziende di social media di operare nel paese tramite licenze.
Danimarca
A novembre 2025 il governo danese ha annunciato di aver ottenuto il sostegno al divieto da parte di tre partiti della coalizione di governo e di due partiti di opposizione in parlamento. Secondo l'Associated Press, i piani del governo potrebbero diventare legge già a metà del 2026.
Grecia
All'inizio di febbraio la Reuters ha dato la notizia che la Grecia sarebbe prossima ad annunciare il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 15 anni: secondo un sondaggio, circa l'80 per cento dei greci sarebbe favorevole.
Nuova Zelanda
Anche in Nuova Zelanda sarà presentato al Parlamento un disegno di legge per limitare l'uso dei social media ai minori di 16 anni, che richiederà alle piattaforme di social media di effettuare una verifica dell'età.
Slovenia
Il vice primo ministro sloveno ha annunciato all'inizio di febbraio che la Slovenia sta elaborando una legge per vietare ai minori di 15 anni l'accesso ai social media.
Turchia
Anche in Turchia, il partito AKP del presidente Tayyip Erdogan sarebbe pronto a proporre un disegno di legge che vieterebbe l'uso dei social media ai minori e obbligherebbe le piattaforme a installare sistemi di filtraggio.
India
A gennaio, il consigliere economico dell'India ha chiesto restrizioni di età sulle piattaforme di social media, descrivendole come "predatorie" nel modo in cui mantengono gli utenti coinvolti online.
Repubblica Ceca
Il primo ministro ceco Andrej Babis si è detto favorevole al divieto di utilizzo dei social media da parte dei minori di 15 anni. "Sono favorevole perché gli esperti che conosco affermano che sono terribilmente dannosi per i bambini. Dobbiamo proteggere i nostri figli".