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il confronto

Le spese “elettorali” rivali di OpenAI e Anthropic in vista del midterm negli Stati Uniti

Pietro Minto

Si potrebbe pensare che operando nello stesso settore le due aziende abbiano gli stessi obiettivi, almeno per quanto riguarda il lobbying. In realtà non è così, e lo dimostano anche i due SuperPac con cui entrambe finanziano la politica

Quella tra OpenAI e Anthropic è ormai una vicenda all’altezza di “Heated Rivalry”, la serie tv canadese in cui due giocatori di hockey hanno una relazione focosa pur giocando in squadre rivali. Due aziende che competono nello stesso settore ma soprattutto sono animate da valori radicalmente diversi, com’è evidente anche dal loro approccio alla politica.

Il rapporto travagliato tra le due società non è una novità. Basti pensare che Anthropic nacque nel 2021 quando un gruppo di transfughi di OpenAI abbandonò quest’ultima criticando la direzione del suo ceo, Sam Altman. Da allora, la competizione tra le due aziende non è mai finita, anche se i recenti successi di Anthropic hanno messo OpenAI sulla difensiva, proprio nell’anno in cui entrambe le aziende puntano a quotarsi in borsa. Il tutto, mentre le elezioni di metà mandato statunitensi, previste per il prossimo novembre, si avvicinano e le intelligenze artificiali fanno sempre più discutere. Si potrebbe pensare che OpenAI e Anthropic, operando nello stesso settore, abbiano gli stessi obiettivi, almeno per quanto riguarda il lobbying: in realtà non è così, e la differenza non riguarda soltanto il business, quanto l’approccio filosofico delle aziende e l’idea di mondo che le caratterizza.

OpenAI, pur nascendo come laboratorio di ricerca, ha nel corso degli anni imparato ad accelerare lo sviluppo delle AI (tanto da causare l’uscita dei fondatori di Anthropic) e a temere ogni forma di regolamentazione. Di conseguenza, è tra le principali animatrici di Leading the Future, un SuperPac che raccoglie fondi a sostegno di candidati politici bipartisan avversi alla regolamentazione delle intelligenze artificiali. I motivi della posizione di OpenAI sono noti. Il settore, secondo l’azienda, non dev’essere frenato perché la concorrenza cinese è in agguato e la posta in gioco troppo alta: non solo la supremazia tecnologica degli Stati Uniti, ma anche la creazione di un’Agi (Artificial general intelligence), una forma di AI per ora teorica e inesistente, su cui Altman ha scommesso tutto. Dalla sua fondazione, lo scorso agosto, Leading the Future ha raccolto circa 125 milioni di dollari: a sostenerlo ci sono anche alcuni dei nomi più influenti della Silicon Valley, come Marc Andreessen del fondo di investimenti a16z (già investitore in OpenAI).

La risposta di Anthropic è arrivata in questi giorni, con una donazione di 20 milioni di dollari in favore di Public First Action, un altro SuperPac, che vuole invece favorire una regolamentazione del settore. In particolare, quest’ultimo comitato si oppone alle proposte di legge che mirano a vietare la regolamentazione a livello federale del settore AI, che è esattamente quello che ha provato a fare il presidente Donald Trump lo scorso dicembre, con un ordine esecutivo cucito su misura dell’industria tecnologica. Tra i politici sostenuti da Public First Action c’è la repubblicana Marsha Blackburn, candidata al ruolo di governatore del Tennessee, che si è opposta a una proposta del Congresso di vietare leggi sulle AI. “Le decisioni politiche sull’AI che prenderemo nei prossimi anni toccheranno quasi ogni aspetto della vita pubblica”, si legge nel post con cui Anthropic ha annunciato la donazione. “In circostanze come queste, abbiamo bisogno di una buona politica: una regolamentazione flessibile che ci permetta di raccogliere i benefici dell’IA, tenere sotto controllo i rischi e mantenere l’America in vantaggio nella corsa all’AI”.

E poi ci sono le donazioni politiche a titolo personale. Il cofondatore e presidente di OpenAI, Greg Brockman, tra le persone dietro a Leading the Future, è diventato uno dei principali contribuenti della causa trumpiana. Come ha scritto il sito The Verge, lo scorso settembre, Brockman e sua moglie Anna hanno versato 25 milioni di dollari al principale SuperPac a sostegno di Trump, MAGA Inc”: una donazione che da sola ha rappresentato un quarto dei fondi raccolti nell’arco dei sei mesi precedenti. La direzione di Anthropic è invece più recente: secondo il New York Times, l’azienda sta lavorando da almeno cinque mesi a una strategia per il SuperPac, con cui mira a rispondere alle pressioni governative del lato più “tecno-ottimista” della Silicon Valley, rappresentato da Andreessen e Altman. Una heated rivalry che è molto più di una semplice competizione, con OpenAI sempre più sotto pressione a causa della concorrenza crescente (oltre ad Anthropic, soprattutto Google Gemini). E che, elezioni a parte, punta a quotarsi in borsa entro la fine dell’anno, magari bruciando sul tempo Anthropic, che ha le stesse intenzioni.