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Musk è tornato a finanziare i repubblicani (e maltratta Bannon)
Era da mesi che il vicepresidente J. D. Vance provava a far fare la pace tra Trump e l'imprenditore, che ha puntato 10 milioni è Nate Morris, businessman milionario dello smaltimento dei rifiuticandidato alle primarie repubblicane per uno dei due seggi senatoriali del Kentucky
Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha investito quasi 300 milioni di dollari nelle elezioni del 2024. Donald Trump, una volta eletto, per “distruggere la burocrazia e il deep state” gli ha fatto creare il Doge, pseudodipartimento che si è rivelato un fallimento e che ha fatto crollare la macchina di aiuti umanitari e soft power statunitense. Poi Trump e Musk hanno litigato, e l’imprenditore ha minacciato di fondare il suo partito personale. Gli investitori delle sue aziende erano preoccupati che la costante presenza del ceo a Mar-a-Lago non aiutasse – gli Antifa bruciavano le Tesla vedendole come simbolo del nuovo corso trumpiano. Così Musk per un bel po’ è uscito dall’agone politico: “Spenderò molto meno per la politica in futuro”, aveva detto, dopo aver buttato 20 milioni in una campagna disastrosa per un giudice in Wisconsin. Ma si sa: l’uomo che vuole portare gli umani a vivere sulla Luna e su Marte cambia spesso idea.
Un mese fa ha postato una foto, sfocata, dove era a cena con il presidente e la first lady: era da mesi che il vicepresidente J. D. Vance provava a far fare la pace ai due. Questa riconciliazione era anche il desiderio di Charlie Kirk, influente attivista della destra ucciso in un campus universitario e molto amico di Vance. E così con le midterm di novembre che si avvicinano Musk è tornato ad aprire il portafogli per il Partito repubblicano, anche se in modo silenzioso e pacato, senza fare saltelli sui palchi con la motosega. E avrebbe già firmato assegni per decine di milioni per dei gruppi legati a candidati deputati e senatori. Quelle di novembre saranno elezioni importantissime per i repubblicani, perché è in gioco la loro maggioranza al Congresso che permette a Trump di fare quasi tutto ciò che vuole. I repubblicani sono contenti che Musk sia tornato – “siamo ovviamente meglio quando agiamo come una squadra unita”, ha detto a Politico un deputato che spera di ricevere qualcosa. Ma quella di Musk è anche una presa di posizione in difesa di una delle correnti del mondo conservatore-populista, perché queste saranno anche elezioni in cui si capiranno gli equilibri post-trumpiani, da affrontare meno di due anni dopo, quando si dovrà scegliere un nuovo candidato alla Casa Bianca per il 2028. Secondo il Wall Street Journal Chris Young, lo stratega politico di Musk, in questo periodo sta andando in giro per il paese a incontrare i candidati e le loro squadre, per capire dove investire.
Non è un caso che una delle figure su cui Musk ha puntato 10 milioni è Nate Morris, businessman milionario dello smaltimento dei rifiuti che ha deciso di candidarsi alle primarie repubblicane per uno dei due seggi senatoriali del Kentucky. Il seggio, dato per sicuro ai conservatori, è quello di Mitch McConnell, 83enne veterano senatore del Gop che più volte ha dato filo da torcere a Trump. Con i suoi problemi di salute – si è più volte bloccato in mezzo a un discorso e l’hanno dovuto portare via – ha deciso di andare in pensione. Musk sarebbe rimasto affascinato sia dal background impreditoriale di Morris, sia dal fatto che voglia presentarsi come anti-establishment. Morris, che difende la linea dura anti-immigrazione, ha lanciato la sua campagna mentre era ospite nel podcast di Don Jr. , il figlio del presidente. L’anno scorso aveva ricevuto l’endorsement di Charlie Kirk, oltre a quello dell’ideologo Steve Bannon. Morris poi è un caro amico di Vance, e come lui molto critico della vecchia guardia del partito, di cui McConnell è principale rappresentante (è al Senato dal 1985). Quella a Morris è la più alta donazione singola fatta da Musk a un candidato senatoriale e segue una cena a cui Musk ha partecipato organizzata a Washington da Vance e Susie Wiles, la capo gabinetto trumpiana. Nei sondaggi delle primarie Morris è dato al secondo posto, ma la destra di Vance legata alla Silicon Valley spera che i soldi di Musk aiutino ad avere più candidati possibili, anche in vista della guerra civile intra-trumpiana che tutti si aspettano per la successione, per quanto Trump continui a scherzare su un terzo mandato. Se l’obiettivo è battere i democratici, l’intento è anche quello di avere più futuri alleati possibili per il conflitto interno al mondo Maga. Qualche mese fa Musk aveva detto: “Ho capito che quando mi immischio nella politica, le cose finiscono male”.