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editoriali

Prove per un New Start serio: rinnovare il trattato com'era è una truffa

Redazione

L'amministrazione americana ha ritenuto che non avesse più senso continuare con un trattato del 2010 firmato soltanto con il Cremlino. Trump ha ragione a coinvolgere la Cina

 

Mosca e Washington hanno concordato di tenere presto nuovi colloqui sulla non proliferazione nucleare per rinnovare il trattato New Start, che è scaduto giovedì. Gli Stati Uniti e la Russia lo avevano firmato nel 2010, in ventisei anni il mondo è cambiato, stravolto e l’Amministrazione Trump ha ritenuto che non avesse più senso continuare ad avere un trattato soltanto con il Cremlino. L’intenzione degli Stati Uniti è di farne un altro, diverso, rinnovato, più adatto ai tempi. E questo nuovo accordo deve essere stipulato durante un trilaterale fra americani, russi e ovviamente cinesi. In fatto di trattati, l’Amministrazione Trump ha spesso avuto buone intuizioni quando ha scelto di non proseguire la pantomima di pezzi di carta inadatti firmati per inerzia. Lo ha fatto, per esempio, anche con il Jcpoa, il trattato sul nucleare con l’Iran da cui Trump è uscito durante la sua prima Amministrazione. Il problema è che non basta strappare, bisogna costruire e infatti abbandonare il New Start senza lavorare su un nuovo trattato sarebbe stato inutile. I russi hanno molto a cuore il New Start e lo vorrebbero così com’è, sono consapevoli di non avere in questo momento i mezzi per competere con gli Stati Uniti. Ma un nuovo negoziato non lo vogliono. La decisione americana di chiedere un accordo con la Cina è essenziale. Libera da ogni trattato, Pechino ha costruito le sue armi nucleari strategiche, arrivando ad avere seicento testate, costruite a un ritmo di circa cento all’anno. Il numero è ancora inferiore rispetto a quello di Russia e Stati Uniti, ma la crescita è abbastanza costante da allarmare Washington. Poi rimangono le forze nucleari nell’ombra come la Corea del nord, ma per adesso Washington ragiona in un’ottica di grandi potenze. Quando Trump ha detto di non voler rinnovare il New Start molti commentatori sono andati nel panico, Mosca ha cavalcato la reazione di ansia, ma il vero pericolo nasce se il trattato rimane lo stesso del 2010. Ne serve un altro, serio, adatto a questo mondo.

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