la protesta

La lettera che ha portato all'arresto dello sceneggiatore iraniano Mehdi Mahmoudian

17 personalità appartenenti al mondo del cinema, avvocati e attivisti per i diritti umani hanno firmato una dichiarazione in cui condannavano la guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, per la repressione dei manifestanti iraniani. 3 di loro sono state arrestate, uno è il co-sceneggiatore del regista Jafar Panahi

Il 28 gennaio 17 personalità appartenenti al mondo del cinema, avvocati e attivisti per i diritti umani hanno firmato una dichiarazione in cui condannavano la guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, per la repressione dei manifestanti iraniani a seguito delle proteste iniziate per la svalutazione del rial. "L'uccisione di massa di persone in cerca di giustizia che hanno coraggiosamente protestato contro questo sistema illegittimo è stato un crimine di stato organizzato contro l'umanità. Sparare contro i civili, togliere la vita a decine di migliaia di persone, arrestarne altre decine di migliaia, aggredire i feriti e negare l'assistenza medica sono atti contro la sicurezza dell'Iran e un tradimento della patria. La responsabilità ricade sul leader della Repubblica Islamica e sul suo sistema repressivo, che sacrifica i diritti e l'autodeterminazione dei cittadini per sopravvivere, etichettandoli falsamente come 'ribelli' o 'nemici'", si legge nel comunicato, firmato da Jafar Panahi, Ghorban Behzadian-Nejad, Amirsalar Davoudi, Vida Rabbani, Mohammad Rasoulof, Hossein Razzagh, Nasrin Sotoudeh, Abolfazl Ghadyani, Hatam Ghaderi, Abbas Sadeghi, Manzar Zarabi, Narges Foundation, Mehdi Mahmoudian, Saeed Madani, Abdollah Momeni, Mohammad Najafi, Sedigheh Vasmaghi. "Decenni di esperienza dimostrano che il principale ostacolo per l'Iran è Ali Khamenei e il dispotismo religioso al potere, la cui continua esistenza semina morte, accelera il collasso sociale e aggrava la rovina della nazione. Politiche conflittuali hanno mantenuto l'Iran in crisi per anni, e ora la minaccia di una guerra incombe più che mai. In questo momento critico, con il futuro della nostra patria più oscuro che mai, sottolineiamo l'urgente necessità di giustizia per le vittime e di libertà per tutti i prigionieri politici. Il potere cieco resiste al cambiamento, ma l'Iran può essere salvato solo perseguendo i responsabili della repressione, ponendo fine al sistema disumano al potere e formando un ampio fronte nazionale per indire un referendum e un'assemblea costituente, consentendo a tutti gli iraniani di decidere democraticamente il proprio futuro politico. Qualsiasi altra cosa rischia di innescare un ciclo di violenza. Che la libertà sorga sulla nostra patria". 

Questo fine settimana lo sceneggiatore noto principalmente come giornalista e attivista per i diritti umani Mehdi Mahmoudian è stato arrestato per aver firmato questa dichiarazione. E' co-sceneggiatore del film candidato all'Oscar "Un semplice incidente" di  Jafar Panahi: i due si sono conosciuti in prigione. Altri due dei 17 firmatari, Vida Rabbani e Abdullah Momeni, sono stati arrestati. 

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