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Editoriali

Putin piange l'assedio di Leningrado mentre prepara il suo contro Kyiv

redazione

Il Cremlino commemora la tragica difesa della città, ma la strategia militare russa riproduce in Ucraina la stessa logica di annientamento per fame e freddo

Il 27 gennaio la Russia ricorda l’assedio di Leningrado, a San Pietroburgo viene sempre organizzata una commemorazione alla quale assiste il capo del Cremlino Vladimir Putin, che nacque a Leningrado nel 1952. Putin spesso parla della sua giovinezza, dei sacrifici dei suoi genitori, della decisione di sua madre, quando lui era molto giovane, di non vendere la macchina che aveva vinto per poter permettere un giorno a suo figlio di guidare un mezzo proprio.

La famiglia pietroburghese sopravvissuta agli stenti, alla fame e al freddo è una parte importante della formazione di Putin e anche nella costruzione del mito del popolo russo che resiste a tutto, che schiaccia i suoi nemici proprio perché forgiato dalle privazioni.

Evhenia Bezfamilna era una sopravvissuta all’olocausto di 84 anni, i suoi genitori furono uccisi a Babyn Yar e l’orfanotrofio che l’accolse le diede un nuovo cgnome, Bezfamilna, che vuol dire senza cognome. Viveva nel quartiere Podil di Kyiv ed è morta di freddo, nel suo appartamento era tutto congelato perché mancava da troppo tempo il riscaldamento a causa degli attacchi russi che mirano alle centrali elettriche e a lasciare l’Ucraina al buio e al freddo. Evhenia Bezfamilna era una dei tanti anziani per i quali questa situazione è insostenibile, non hanno dove andare se lasciano Kyiv, quindi rimangono e accade che muoiano assiderati. Putin sta imponendo al popolo ucraino la morte per freddo, chissà se durante le sue commemorazioni o mentre racconta le privazioni che ha subìto la sua famiglia gli sia venuto in mente che oggi lui è l’artefice dello stesso male. L’ostentazione della sensibilità è una questione politica, viene usata a piacimento. E’ bene tracciarli certi parallelismi. Kyiv oggi non è ancora come Leningrado ieri solo grazie alla forte resistenza degli ucraini e non perché Putin non sia disposto a fare altrettanto. Ieri Donald Trump ha detto di aver chiesto al capo del Cremlino di non bombardare l’Ucraina per una settimana, durante il freddo intenso. Putin avrebbe accettato.