Ansa
Memoria senza ebrei
Dall'Onu alla Bbc a Vance, dalla giornata del ricordo sono scomparse le vittime
Prima i nazisti ridussero gli ebrei a “untermenschen”, subumani da sterminare. Ora nella Giornata della memoria l’Onu li riduce a un “altro” anonimo, privandoli della loro specificità storica. Non da meno il vicepresidente americano: “Oggi ricordiamo le milioni di vite perse durante l’Olocausto”
“Il genocidio è iniziato con l’apatia e il silenzio di fronte all’ingiustizia e con la corrosiva disumanizzazione dell’altro. Oggi e sempre, dobbiamo ricordarlo. E dobbiamo difendere la nostra comune umanità”. Non è facile scrivere questo lungo e appassionato testo sull’Olocausto senza menzionare gli ebrei nemmeno una volta. Ma all’Onu per #HolocaustRemembranceDay riescono a fare anche questo. Volker Türk, Alto commissario per i diritti umani a Ginevra, evoca un “altro” generico, entità astratta che potrebbe riferirsi a chiunque e sicuramente ai palestinesi di Gaza, come insinuano certi circoli. Disumanizzazione al quadrato: prima i nazisti ridussero gli ebrei a “untermenschen”, subumani da sterminare; ora l’Onu li riduce a un “altro” anonimo, privandoli della loro specificità storica (e “untermenschen” è usato da Amnesty International nel suo rapporto su Gaza di dicembre 2024). Non da meno J. D. Vance, il vicepresidente americano: “Oggi ricordiamo le milioni di vite perse durante l’Olocausto”.
Poi arriva la Bbc, il Leviatano mediatico britannico, un tempo faro di imparzialità oggi invischiato in scandali di partigianeria anti israeliana. Numerosi i servizi per la Giornata della memoria. Su Bbc Breakfast, per sette minuti, riescono ad andare avanti senza nominare né gli ebrei né l’antisemitismo, lasciando inspiegate le motivazioni dei nazisti. Gli spettatori sono informati dal presentatore Jon Kay che si tratta di un “giorno per ricordare i sei milioni di persone assassinate dal regime nazista oltre ottant’anni fa”. Persone? Quali persone? Polacchi, rom, omosessuali, disabili – sì, anch’essi vittime – ma il cuore della Shoah, i sei milioni di ebrei, sono evaporati nel nulla. L’intervistata principale, una sopravvissuta di nome Susan Pollack, è presentata senza fare alcun riferimento alle sue origini ebraiche. Stesso copione nel programma di punta di Radio 4, Today, quando la conduttrice Caroline Nicholls dice che “sei milioni di persone” furono assassinate. Anche Martine Croxall ha tenuto uno speciale su Bbc News, aprendo sulle “sei milioni di persone”. Alla fine della giornata, la Bbc ha dovuto chiedere scusa. Epoca di post verità dove la memoria è colonizzata da agende ideologiche, epoca di virtuosismi semantici e cancellazioni calcolate, dove le vittime primarie della Shoah vengono elegantemente espunte dal copione della memoria.
Lo storico inglese Simon Sebag Montefiore in una conferenza a Londra questa settimana ha detto: “L’Olocausto è stato universalizzato e istituzionalizzato e abbiamo deliberatamente minimizzato la portata e l’effetto della ‘soluzione finale’, per apparire più ‘inclusivi’. Viviamo in una lotta in cui le parole significano il loro opposto. Diversità può significare discriminazione, equità diventa ingiustizia e inclusione è esclusione. E a quanto pare ogni bigotto è un orgoglioso ‘antirazzista’ fino al midollo, ogni antisemita è contro l’antisemitismo; naturalmente, tutti sono contro l’Olocausto e il genocidio”. Niente ebrei in questi esercizi di astrazione universale che diluiscono il sangue ebraico in un brodo di “umanità condivisa”, dove l’antisemitismo svanisce come un fantasma scomodo. Ora la Giornata della memoria riguarda Gaza e il genocidio dei terroristi, che sulla Bbc chiamano “militanti”. Intanto nel 2025 sono documentati 815 gravi episodi di antisemitismo, l’omicidio di 21 ebrei, 124 milioni di post antisemiti su X e quattromila manifestazioni antisraeliane. In nome della memoria ora si attaccano gli ebrei.