Orbán: "L'Ue non vuole la pace in Ucraina"
"Io nel Board of Peace ci sono, gli altri europei no. Chi è isolato? Su Gaza tutti vorrebbero la pace. Sull’Ucraina è più complicato, perché i principali paesi europei vogliono continuare la guerra", dice il premier ungherese
Viktor Orbán, intercettato dal Corriere della Sera al World Economic Forum di Davos al termine della cerimonia di inaugurazione del nuovo "Board of Peace", sostiene che "io nel Board of Peace ci sono, perché gli altri europei no? Questa è la domanda giusta", sottolineando che l’Ungheria e la Bulgaria sono gli unici paesi dell’Unione europea ad aver accettato di farne parte. Sull’assenza di figure come Emmanuel Macron o Giorgia Meloni ribadisce: "Ho discusso con Giorgia del Board of Peace, che riguarda di più Gaza. Lei mi ha spiegato quanto sia costituzionalmente difficile per l’Italia aderire a organizzazioni internazionali. Per l’Ungheria la regolamentazione è più semplice", ma aggiunge con un tono secco che "non lo so. Chi lo sa? Ma il punto è un altro". E quel "punto" secondo Orbán è la guerra in Ucraina: "Bruxelles non vuole la pace. Almeno non in Ucraina", e va oltre accusando direttamente l’Unione europea: "I principali Paesi europei vogliono continuare la guerra in Ucraina. Questo è il problema. Ogni giorno centinaia di persone muoiono. E noi dovremmo cambiare questa situazione", una critica netta alla linea dei governi di Parigi, Berlino e Bruxelles sull’invio di sostegno e armi a Kyiv. Quando gli viene fatto notare che per l’Europa la questione cruciale sarebbe evitare che Kyiv perda territorio sotto occupazione militare, Orbán resta vago ma insiste: "Io non so cosa vogliano esattamente. Quello che so è che i paesi europei supportano la continuazione della guerra. E quindi ogni giorno centinaia di persone muoiono. Questo è quello che vedo. Ed è sbagliato". Infine Orbán respinge l’idea di un ulteriore isolamento dell’Ungheria in Europa: "Io sono qui, al Board of Peace. Gli altri leader europei no. Chi è isolato?".
Su Gaza e Ucraina dice: "Entrambe le situazioni sono molto difficili. Ma almeno su Gaza tutti vorrebbero la pace. Sull’Ucraina è più complicato, perché i principali paesi europei vogliono continuare la guerra", e alla domanda se non sia necessario puntare a una "pace giusta, non una resa", ribatte chiedendo retoricamente "cosa significa 'pace giusta'? … quello che sta accadendo adesso è che i paesi europei supportano la continuazione della guerra. (…) dobbiamo cambiare tutto questo".