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Zelensky parla dell'esercito europeo e mostra una strada che conviene seguire

Redazione

Il presidente ucraino ha affermato che tenere fuori l’Ucraina dall’infrastruttura della sicurezza europea è impossibile e che Kyiv sta promuovendo un grande cambiamento: i paesi membri, se vogliono essere pronti in caso di un’aggressione, faranno bene seguirla

Lo scorso anno, durante il Forum economico di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva allertato gli europei sulla necessità di armarsi, prepararsi, pensare a un vero esercito comune. La nuova Amministrazione di Donald Trump doveva ancora travolgere l’Ue, ma gli ucraini avevano capito prima di tutti che comunque era arrivato il momento di iniziare a pensare a come gestire la sicurezza del continente senza fare tutto l’affidamento sugli Stati Uniti. Gli ucraini hanno dimostrato di essere molto svegli, ma bisogna ammettere che anche i capi di stato e di governo dell’Ue avrebbero potuto pensarci da soli: durante il primo mandato, Trump era stato molto chiaro a riguardo e l’aggressione russa contro l’Ucraina purtroppo non ha accelerato il risveglio degli europei.

 

Proprio a Davos, Zelensky aveva parlato per la prima volta della necessità di un esercito degli europei e in questi giorni ha toccato di nuovo l’argomento, suggerendo che Kyiv può sicuramente insegnare molto, essere fra le colonne portanti. La discussione sull’esercito europeo non esiste neppure a Bruxelles, ma Zelensky mette a fuoco una delle questioni centrali della nostra sicurezza che presenta una vera ricoluzione: è impossibile fare i conti con la nostra difesa senza considerare che l’Ucraina non soltanto ne fa già parte, ma non possiamo farne a meno. Ha l’esercito più grande e più addestrato che ha protetto il confine orientale per quattro anni, innovandosi dal punto di vista anche della tecnologia. La realtà è che tenere fuori l’Ucraina dall’infrastruttura della sicurezza europea è impossibile e Kyiv sta promuovendo un grande cambiamento che i paesi membri, se vogliono essere pronti in caso di un’aggressione, sarà bene seguire l’Ucraina. Essere pronti come era Kyiv, proprio come è stato con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

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