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Le poche notizie sul piano di Trump per la Groenlandia
La cessione della sovranità di piccole aree in cui si trovano le basi americane, la costruzione a guida Nato di una "Sentinella artica" e uno scudo missilistico avanzato. Ecco alcuni punti discussi nell'incontro tra il tycoon e il segretario generale della Nato Mark Rutte
Dopo un incontro tra Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte, tenutosi ai margini del World Economic Forum di Davos, il presidente degli Stati Uniti ha affermato su Truth, il social network di sua proprietà, di aver raggiunto la struttura di un piano riguardo alla Groenlandia, “ottimo per gli Stati Uniti e tutti i membri della Nato”. I contenuti dell’accordo, che dovrebbe sostituire quello del 1951 che garantiva la presenza militare statunitense in Groenlandia nel quadro della difesa Nato, non sono chiari, e Rutte ha affermato che non si è negoziato su questioni legate alla sovranità dell’isola artica, anche perché né Nuuk né Copenhagen erano presenti al colloquio. Trump, nel frattempo, ha fatto marcia indietro sia rispetto alle minacce di attacco militare nei confronti dell’isola sia ai nuovi dazi che aveva annunciato verso i paesi europei che si erano dichiarati disponibili a porre un contingente a difesa della Groenlandia. Ecco i passaggi principali a ora.
Questione della sovranità delle basi militari
Secondo fonti del New York Times, una delle idee di cui si è discusso è la cessione, da parte della Groenlandia, della sovranità delle piccole aree in cui si trovano le basi americane. A oggi, l’unica funzionante è la Pituffik Space Base, che ospita circa 200 soldati. Un accordo di questo tipo sarebbe simile a quello contratto tra Regno Unito e Cipro nel 1960 al momento dell’indipendenza dell’isola, quando i britannici mantennero la sovranità su due basi militari, Akrotiri e Dhekelia. Una mossa, però, che sembra scontrarsi con la posizione della premier danese Mette Frederiksen, che ha giudicato “naturale che Trump e Rutte si incontrino per parlare di sicurezza” e che la Danimarca “può negoziare anche su economia e investimenti, ma non può cedere sulla sovranità”. Anche Aaja Chenmitz, una delle due parlamentari groenlandesi a Copenhagen, ha affermato che “la Nato non ha nessun diritto di negoziare cose che riguardano la Groenlandia senza di noi”.
Missione Nato nell’Artico
Per soddisfare le richieste di Trump di una maggiore sicurezza dell’area contro le possibili incursioni di navi russe e cinesi, un’idea avanzata dalla ministra degli esteri del Regno Unito Yvette Cooper è quella di costituire una “Sentinella artica”, una missione Nato con compiti di sorveglianza del territorio. Piani simili si sono sviluppati nel Mar Baltico, dove, a seguito dei danneggiamenti reiterati ai cavi sottomarini da parte della Russia, una missione di sorveglianza dell’Alleanza atlantica sta già operando e sul fronte orientale, per difendere la Polonia dalle incursioni dei droni russi. Secondo quanto riferito dal comandante militare Nato Alexus Grynkewich, la pianificazione di questa missione al momento non è ancora iniziata.
Il Golden Dome
Uno dei motivi per cui Trump ha affermato di volere a tutti i costi l’isola è la volontà di costruire uno scudo missilistico avanzato, sul modello dell’Iron Dome israeliano, che ha l’obiettivo di bloccare tutti i missili verso il territorio americano. Il piano, che Trump stima del costo di 175 miliardi di dollari ma che studiosi indipendenti hanno stimato di un costo ben più elevato, vedrebbe la Groenlandia come centrale nel posizionamento degli intercettori. Questo, però, ha poco a che vedere con la sovranità dell’isola. Come affermato da Politico, infatti, per costruire parte dello scudo in Groenlandia Trump avrebbe semplicemente potuto chiedere a Copenhagen di ospitare i propri intercettori all’interno della base statunitense sul territorio. Inoltre, la base terrestre principale del Golden Dome, che dovrebbe operare principalmente nello spazio, non deve essere situata per forza in Groenlandia: secondo Politico, anche Fort Drum, una base dell’esercito posta nella parte settentrionale dello stato di New York, sarebbe ideale per ospitare gli intercettori.
Il discorso al World economic forum