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Editoriali
La Cina sta per sfidare Starlink con i satelliti, mentre Trump guarda altrove
Il presidente americano pensa alla Groenlandia, ma intanto la Cina ha presentato all'Onu la più grande richiesta internazionale di risorse spaziali mai registrata. Significa “prenotare un posto” per più costellazioni future ed evitare di essere penalizzata dalle richieste di SpaceX o Amazon
Poco meno di un mese fa la Repubblica popolare cinese ha presentato alla International Telecommunication Union, l’agenzia dell’Onu che regola gli standard nelle telecomunicazioni e nell’uso delle onde radio, due richieste formali per ottenere frequenze e posizioni orbitali per oltre 203 mila satelliti distribuiti su 14 costellazioni: la più grande richiesta internazionale di risorse spaziali mai registrata. Le due megacostellazioni identificate come Ctc-1 e Ctc-2, secondo diversi analisti, sono parte di un’unica strategia cinese per garantirsi margini di manovra a lungo termine: significa “prenotare un posto” per più costellazioni future ed evitare di essere penalizzata dalle richieste occidentali presentate da SpaceX o Amazon.
Per ora i dossier sono stati soltanto depositati e verranno a breve sottoposti allo scrutinio dell’agenzia, ma sono giorni che la propaganda cinese parla di un nuovo livello della capacità di telecomunicazioni suborbitali di Pechino: secondo SpaceNews, China Satcom prevede di lanciare 24 satelliti in orbita media, China Mobile ha chiesto licenze per due costellazioni (da 144 e 2.520 satelliti), mentre l’operatore commerciale Galaxy Space ha depositato un progetto da 91 satelliti. La Cina sta già lavorando alle costellazioni Guowang e Qianfan, che servono a fornire servizi di connessione internet dall’orbita bassa, e la novità è che Ctc-1 e Ctc-2 potrebbero essere un ulteriore passo in avanti sulla capacità cinese di sfidare Starlink. Negli ultimi anni l’occidente ha capito il potenziale delle infrastrutture satellitari, ma mancano le risorse, e la velocità che solo un paese autoritario – che ha sviluppato anche una capacità spaziale offensiva – può ottenere. Come sull’Artico, anche nello spazio la Cina ha investito tantissimo. Il contrario di Trump, che aveva proposto per la Nasa per il 2026 18,8 miliardi di dollari, con un taglio del 24 per cento rispetto al 2025. La scorsa settimana il Congresso ha approvato un budget di 24,4 miliardi, ignorando le indicazioni del presidente, che evidentemente preferisce guardare alla Groenlandia piuttosto che alla realtà.