(foto EPA)
editoriali
Gli effetti politici del disastro ferroviario spagnolo
Il bilancio delle vittime è enorme. Ora il costo per il premier Sánchez sarà alto
Non sono ancora note le cause del disastro ferroviario in Spagna, che ha causato la morte di almeno 41 persone (ma il conteggio potrebbe aumentare) e il ferimento di altre 120. Lo scontro tra due treni ad alta velocità ad Adamuz, vicino Córdoba, è avvenuto per il deragliamento di un treno in un rettilineo, aspetto ulteriormente insolito. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha definito l’incidente “estremamente strano” anche perché quel tratto di ferrovia era stato rinnovato recentemente e il treno era molto nuovo. Una delle ipotesi allo studio è che si sia rotto un giunto fra due rotaie, anche se non è ancora chiaro se la rottura sia la causa o la conseguenza del deragliamento. In ogni caso, in attesa di indagini tecniche più dettagliate, le ricadute politiche dell’incidente non aiutano la crisi di consensi del governo di Pedro Sánchez. Un aspetto è che il ministero dei Trasporti è quello al centro dell’inchiesta per corruzione che ha scosso il Psoe e ha portato in carcere José Luis Ábalos, ex ministro e segretario organizzativo del partito.
L’altro aspetto è che l’attuale ministro, Óscar Puente, è un mastino di Sánchez, l’uomo che ha il compito di mordere i nemici del capo. Dopo l’incidente gli avversari hanno fatto riemergere la sua frase, ripetuta solo un anno fa in Parlamento, in risposta alle critiche per i ritardi ferroviari: “Il treno in Spagna sta vivendo il momento migliore della sua storia”. L’altro punto è che il governo Sánchez ha puntato molto della sua narrazione politica sul trasporto pubblico: appena un mese fa, ne è stato dato ampio risalto sui media italiani, aveva lanciato l’abbonamento mensile a 60 euro per viaggiare su autobus e treni in tutto il paese. Una misura molto popolare, ma dal costo elevato: quasi 1,4 miliardi di euro. Se le indagini dovessero appurare problemi nella manutenzione, però, si rivelerà un boomerang. Sovvenzionare la domanda fa prendere più voti, a meno che gli elettori non si rendano improvvisamente conto che quei soldi potevano essere usati per mantenere le infrastrutture in buono stato.