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a bruxelles

L'Ue deve approvare il prestito a Kyiv entro marzo

David Carretta

La Commissione presenta formalmente un prestito da 90 miliardi di euro, finanziato con debito comune, per permettere all'Ucraina di continuare a difendersi di fronte all’aggressione della Russia: 30 miliardi per il bilancio, 60 per il sostegno militare. Serve fare tutto in tempi rapidi, altrimenti "è possibile ricorrere anche a fornitori esterni”, dice von der Leyen

Bruxelles. Dopo la decisione politica dei capi di stato e di governo il 18 dicembre, ieri la Commissione ha formalmente presentato il pacchetto legislativo per fornire all’Ucraina un prestito da 90 miliardi di euro, finanziato con debito comune, per permetterle di continuare a difendersi di fronte all’aggressione della Russia. Vladimir Putin “non mostra alcun segno di attenuazione, alcun segno di rimorso, alcun segno di ricerca della pace. Al contrario, durante la pausa natalizia, abbiamo visto che la Russia ha intensificato i suoi attacchi, uccidendo civili e colpendo le infrastrutture energetiche”, ha detto Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione ha annunciato che due terzi del prestito andranno agli acquisti militari, mentre l’altro terzo sarà destinato al sostegno diretto al bilancio di Kyiv. “La proposta prevede di dividere i 90 miliardi in due parti: un terzo, 30 miliardi, sarà per il sostegno al bilancio e due terzi, 60 miliardi, per il sostegno militare. Con l’assistenza militare, l’Ucraina potrà continuare a resistere alla Russia con forza e potrà integrarsi in modo più stretto nella base industriale europea della difesa”, ha detto von der Leyen. Ora inizia la corsa contro il tempo per approvare il pacchetto legislativo. Per permettere a Kyiv di ricevere i primi fondi in aprile, gli stati membri e il Parlamento europeo devono dare il via libera entro i primi giorni di marzo. “E’ molto importante rafforzare i nostri guerrieri ora”, ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo un’altra notte di bombardamenti contro le regioni di Dnipro, Zhytomyr, Zaporizhzhia, Kharkiv, Kherson, Chernihiv e Kyiv.

Un primo passo è stato fatto la scorsa settimana, quando gli ambasciatori degli stati membri hanno autorizzato l’emissione di debito comune a favore dell’Ucraina attraverso una cooperazione rafforzata. Il costo del prestito sarà sostenuto dagli stati membri (anche se c’è una remota possibilità che dal 2028 intervenga il bilancio dell’Ue): 3-4 miliardi l’anno in interessi e spese amministrative, secondo le stime della Commissione. Ma tre paesi – l’Ungheria di Viktor Orbán, la Slovacchia di Robert Fico e la Repubblica ceca di Andrej Babis – hanno rifiutato di contribuire. Di qui la necessità di ricorrere alla cooperazione rafforzata, una soluzione innovativa che potrebbe essere usata per emettere debito comune anche in altri settori. Von der Leyen si è mostrata scettica. La cooperazione rafforzata “non dovrebbe essere una procedura standard. La procedura standard è il bilancio a 27 insieme”, ha detto la presidente della Commissione. “Ma credo che questo caso abbia anche dimostrato quanto sia importante che la volontà politica della stragrande maggioranza dei nostri stati membri venga rispettata”, ha aggiunto. Von der Leyen a novembre aveva escluso che il finanziamento dell’Ucraina sarebbe stato a carico dei contribuenti europei. Era una delle ragioni a favore della sua proposta di “prestito di riparazione” finanziato con gli attivi sovrani russi. Ieri ha riconosciuto che “si tratta di una grande quantità di denaro”. Ma “questi investimenti producono un ritorno: creano posti di lavoro, creano ricerca e sviluppo” nell’Ue, ha detto von der Leyen.

L’Ucraina ha bisogno di circa 135 miliardi per il 2026 e 2027. Il prestito dell’Ue consentirà al Fondo monetario internazionale di intervenire con un nuovo programma. Il resto dovrebbe essere coperto da altri alleati di Kyiv. Uno dei temi che rischiano di ostacolare l’approvazione del prestito da 90 miliardi è la “preferenza europea” per gli acquisti di armi. Zelensky ha chiesto esplicitamente di non mettere limiti, perché l’Ucraina ha bisogno delle armi americane, in particolare i Patriot per la difesa aerea. Ma nelle discussioni preliminari la Francia ha già sollevato obiezioni. “I fondi saranno utilizzati per l’acquisto di equipaggiamenti, principalmente dall’Ucraina, dall’Ue, dai paesi Efta e dello Spazio economico europeo. Ma se questi approvvigionamenti necessari non fossero possibili in questa regione o nei tempi dovuti, potrebbe essere occasionalmente possibile acquisire l’equipaggiamento anche al di fuori dell’Ue”, ha detto von der Leyen. La Commissione ha previsto una serie di deroghe e flessibilità che consentono l’acquisto dagli Stati Uniti di armi oggi coperte dal programma Purl, gestito dalla Nato. “L’Ucraina è in guerra con la Russia e ha bisogno di sostegno in tempi rapidi. Se l’Ue non è in grado di fornire questo sostegno in tempo utile, allora è possibile ricorrere anche a fornitori esterni”, ha detto von der Leyen.