Berlino, attivisti chiedono politiche climatiche a 10 anni dall'accordo di Parigi (Foto di Sean Gallup/Getty Images) 

editoriali

La Trumpexit umanitaria. Washington sospende i fondi a 66 ong e agenzie. Gli effetti dei tagli

Redazione

Questo approccio brutale non serve a fare ciò di cui ci sarebbe bisogno, cioè riformare l’Onu e renderlo più efficace. Così l’America smantella anche il multilateralismo che funziona e sfalda al contempo il soft power che l'aveva fatta grande mentre faceva bene anche al resto del mondo

Il presidente americano Donald Trump ha firmato mercoledì un ordine esecutivo che sospende il sostegno degli Stati Uniti a 66 organizzazioni, agenzie e commissioni, dopo aver letto i risultati di una revisione fatta dal suo governo sulla partecipazione e i finanziamenti americani. Per la maggior parte si tratta di agenzie legate all’Onu, in particolare quelle che lavorano sul clima e le migrazioni, questioni classificate come woke e quindi da eliminare dalla lista. “L’Amministrazione Trump ha ritenuto che queste istituzioni siano ridondanti nel loro ambito, mal gestite, non necessarie, dispendiose, mal amministrate, alla mercé degli interessi di attori che promuovono le proprie priorità contrarie alle nostre, oppure una minaccia alla sovranità, alle libertà e alla prosperità generale della nostra nazione”, dice il comunicato del dipartimento di stato.

Molte agenzie non governative indipendenti, tra cui alcune che collaborano con le Nazioni Unite, dicono che molti dei loro progetti sono già stati chiusi dopo che l’ Amministrazione Trump ha tagliato gli aiuti gestiti da UsAid, l’agenzia per lo sviluppo internazionale: per capire che effetto ha avuto questa decisione, si può guardare il documentario “Rovina’s Choice” pubblicato dal New Yorker che racconta come malattie e malnutrizione, che erano state combattute e vinte, stanno straziando il campo profughi di Kakuma in Kenya. Ma ci sono moltissimi altri tragici esempi che mostrano che questo approccio brutale non serve a fare ciò di cui ci sarebbe bisogno, cioè riformare l’Onu e renderlo più efficace: con le sue continue “Trumpexit”, l’America smantella anche il multilateralismo che funziona – tra le organizzazioni abbandonate ce n’è anche una nata per contrastare la guerra ibrida, per dire – e sfalda al contempo il soft power che aveva fatto grande, questo sì, l’America, mentre faceva bene anche al resto del mondo.   
   

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