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Si vota in Kazakistan, in un paese sempre più vicino alla Cina

Per Mosca rimanere senza l’alleato kazako è una grande perdita, per Pechino, acquisire l’alleato kazako una grande vincita. Per tutte e due non c’è spazio

Nell’opera di restauro della democrazia del Kazakistan, il presidente Qassim Jomart Toqaev ha indetto le elezioni anticipate per rinnovare la Camera bassa del Parlamento e la composizione dei collegi regionali. Si vota domani, dopo settimane di comizi poco popolati e molta consapevolezza del fatto che Toqaev sta cercando di far dimenticare il freddissimo gennaio del 2022.

 

Un anno fa, i kazaki scesero in strada per protestare contro i rincari dei prezzi dell’energia, le manifestazioni vennero represse con violenza ma i kazaki tornarono ugualmente in strada. Il presidente intravide le sfumature di una rivoluzione colorata e chiese aiuto ai suoi alleati internazionali, terrorizzati quanto lui dai popoli in protesta. Ottenne il soccorso dei membri della Csto, una Nato dell’est con funzione difensiva che si presentò in Kazakistan per mandare a casa i manifestanti. Le vittime furono più di duecento, le truppe arrivarono soprattutto dalla Russia che poco più di un mese dopo avrebbe invaso l’Ucraina. Se Mosca ha mandato i suoi soldati in Kazakistan – cosa che non ha fatto per esempio per assistere l’Armenia, altro membro della csto, nel Nagorno-Karabakh – è per paura di perdere Bajkonur, il cosmodromo dei sogni spaziali prima sovietici poi russi, rimasto in territorio kazako dopo la caduta dell’Urss. Il cosmodromo rimane una struttura fondamentale della strategia russa e quando questa settimana le autorità del Kazakistan hanno messo sotto sequestro alcuni beni di Bajkonur, per Mosca è stato un grande affronto. Per far dimenticare il sangue delle proteste, Toqaev si sta anche allontanando  da Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. In realtà erano anni che lavorava per avvicinarsi a un’altra potenza che nella regione ha molta influenza: la Cina, interessatissima alle ricchezze naturali della repubblica dell’Asia centrale. Per Mosca rimanere senza l’alleato kazako è una grande perdita, per Pechino, acquisire l’alleato kazako una grande vincita. Per tutte e due non c’è spazio in Kazakistan e Toqaev va verso oriente. 

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