Musk e l'Ucraina

Starlink aumenta i prezzi proprio ora che serve a contrastare la ferocia del freddo-buio di Putin

Paola Peduzzi

Le tariffe incrementate di router e di antenne, considerati beni indispensabili per la sopravvivenza dell'Ucraina, e i fondi degli alleati per riparare la rete elettrica 

Milano. La città di Mykolaïv, nel sud dell’Ucraina, è stata per mesi senz’acqua corrente perché la stazione di pompaggio era nella parte occupata dai russi vicino a Kherson. Poi questa zona è stata liberata dalle forze ucraine, la stazione è stata aggiustata ed era pronta all’utilizzo. Le bombe di Vladimir Putin l’hanno distrutta, così come stanno distruggendo tutte le infrastrutture civili dell’Ucraina: la catastrofe umanitaria non è un effetto collaterale della guerra, è l’obiettivo del presidente russo, e ogni sostegno alla popolazione ucraina che ogni giorno deve industriarsi per sopravvivere al freddo e al gelo è decisivo. Per questo fa impressione che i prezzi per utilizzare device e servizi di Starlink siano aumentati proprio ora.

 

Meduza ha riportato il comunicato di Starlink – che fornisce la connessione satellitare che è stata cruciale per la resistenza civile e militare dell’Ucraina, che continua a offrire gratuitamente molti servizi nel paese e che è di proprietà di Elon Musk – in cui dice che a partire dal 29 dicembre il servizio per gli utenti mensile costerà 75 dollari invece che i 60 che costa oggi. Anche il costo delle antenne aumenterà: da 500 a 700 dollari. Secondo il Financial Times, che si basa su quanto riferito da molti utenti ucraini, il prezzo di una stazione portatile di Starlink è aumentato di 385 dollari dall’inizio dell’anno mentre il prezzo mensile è sceso da 100 dollari a 60 ad agosto e risalirà alla fine dell’anno. Non si sa se l’incremento dei prezzi riguardi anche il governo ucraino, che utilizza un mix di servizi Starlink fornito dallo stesso Elon Musk, dal governo polacco, da altri alleati della Nato e da sostenitori che fanno crowdfunding.

 

A ottobre, Musk ha chiesto al Pentagono americano di partecipare al pagamento dei conti per Starlink in Ucraina – secondo una fonte del Financial Times, avrebbe chiesto un contributo mensile di 4.500 dollari, ma il negoziato è in corso e le fonti ufficiali non forniscono dettagli – e alla fine del mese sono state disconnesse 1.300 stazioni perché non erano state pagate le bollette. Da quel momento è iniziata una querelle tra Musk e l’Ucraina, che va oltre il servizio offerto, come dimostra quel che ha detto ieri al New York Times Volodymyr Zelensky rivolgendosi all’imprenditore: vieni a vedere come stiamo in Ucraina, poi se vuoi parli di condizioni di pace. 

 

Il segretario di stato americano, Antony Blinken, ha annunciato martedì lo stanziamento di 53 milioni di dollari per comprare l’attrezzatura necessaria agli ucraini per riparare la rete elettrica distrutta dai costanti attacchi russi. Questa somma si aggiunge ai 55 milioni di dollari già previsti per inviare generatori e altri strumenti necessari per contrastare la strategia del buio e del freddo di Putin. Nel fine settimana, l’Unione europea ha detto che 200 trasformatori e 40 generatori sono pronti per essere inviati in Ucraina. Altri paesi, come la Lituania e il Canada, hanno inviato altri strumenti di sostegno. Nelle immagini e nei racconti che gli ucraini fanno della loro nuova, gelida quotidianità spesso spuntano le foto dei router e delle antenne di Starlink, considerati beni indispensabili per la sopravvivenza: potrebbero diventare inaccessibili, proprio ora. 

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  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi