editoriali

Scholz risponde all'appello di Zelensky con give diplomacy a chance

Redazione

Eppure la lezione dell’Ucraina dovrebbe essere stata appresa anche in Europa. Con Putin la diplomazia non ha molte possibilità

Volodymyr Zelensky giovedì ha chiesto a Olaf Scholz di tirare giù il muro della guerra di Vladimir Putin che separa l’Ucraina dall’Europa, supplicando il cancelliere tedesco di dare un senso alla frase “mai più” che da 80 anni viene ripetuta come una formula vuota. “Ogni anno i politici dicono ‘mai più’, ma vedo che queste parole non valgono niente. In questo momento un intero popolo viene distrutto in Europa”, ha detto Zelensky in un discorso al Bundestag.

   

Il presidente ucraino non ha risparmiato critiche al governo Scholz e ai suoi predecessori per i legami economici privilegiati con la Russia, il gasdotto Nord Stream 2, la sottovalutazione della minaccia, le esitazioni sulle sanzioni. Il muro è quello delle bombe di Putin, ma le fondamenta sono i rapporti della Germania con Mosca. “Un attore che è diventato presidente degli Stati Uniti disse: signor presidente Gorbaciov, tiri giù quel muro. Cancelliere Scholz, la supplico: tiri giù questo muro” e “aiutateci a fermare la guerra”.

   

I deputati del Bundestag si sono alzati in piedi, hanno applaudito a lungo e sono passati oltre mettendosi a dibattere di obbligo vaccinale come se la guerra fosse una parentesi. “E’ stato il momento più indegno al Bundestag che abbia mai vissuto”, ha detto il deputato della Cdu, Norbert Röttgen. Altrettanto si può dire della risposta via Twitter di Scholz. “La Russia continua la sua guerra crudele ogni giorno, con perdite terribili. Ci sentiamo obbligati a fare di tutto per dare una chance alla diplomazia e far sì che la guerra possa finire”.

  

Non solo il cancelliere tedesco non ha voluto ascoltare la supplica di Zelensky e il suo richiamo alle responsabilità della Germania. Le ha liquidate con una battuta stile canzone di John Lennon: “Give peace a chance”. Eppure la lezione dell’Ucraina dovrebbe essere stata appresa anche in Europa. Con Putin la diplomazia non ha molte chance. Solo la forza – delle armi o delle sanzioni – può portarlo al tavolo negoziale.

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