Così anche la Bielorussia entra in guerra contro l'Ucraina

Micol Flammini

Mentre dice di volere garantire la sicurezza del vertice tra russi e ucraini, Minsk lancia missili e si prepara a schierare i primi paracadutisti nelle aree di Kyiv e Zhytomyr. Un video mostra un convoglio dell'esercito di Lukashenka diretto verso il confine. La nuova costituzione e il ruolo di Putin

Il referendum proposto da Aljaksandr Lukashenka per cambiare la Costituzione è passato con il 65 per cento dei voti a favore. Non sono molti i bielorussi che credono ai risultati diffusi dal governo e non erano molti quelli che credevano che la loro volontà sarebbe stata rispettata. Coraggiosamente ieri i cittadini si sono ritrovati davanti ai seggi per protestare contro il conflitto in Ucraina e contro la partecipazione della Bielorussia, molti hanno scritto sulla scheda elettorale: no alla guerra. La nuova Costituzione è stata concordata assieme a Mosca durante i frequenti viaggi di Lukashenka da Putin e di fatto il primo, che potrà continuare a controllare il paese, si ritrova però commissariato da un organo che avrà il dovere di vigilare sul suo operato e a capo del quale Mosca potrebbe fare pressioni per mettere una persona fidata: l’Assemblea popolare bielorussa. Inoltre la Bielorussia smetterà di essere uno stato neutrale e denuclearizzato e potrà anche ospitare le armi nucleari russe. Lukashenka in questi mesi ha lasciato il suo territorio a disposizione delle manovre militari di Mosca, ha negato che stava partecipando alla guerra contro l’Ucraina, ma poi ha lasciato che alcuni missili venissero sparati dal suo territorio. Ieri, durante una conversazione telefonica con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Lukashenka ha detto che avrebbe garantito la sicurezza dell’incontro delle delegazioni al confine tra Bielorussia e Ucraina. La promessa è durata poco: sono partiti dei missili proprio dal territorio bielorusso.

    

Per Mosca Lukashenka è troppo imprevedibile, e il dittatore di Minsk sta cercando di utilizzare la guerra per aumentare la sua rilevanza: vuole essere indispensabile per il Cremlino. Kyiv ormai si aspetta che l’esercito bielorusso incominci a partecipare attivamente alla guerra e per oggi, secondo un articolo del Kyiv Independent, potrebbero arrivare i primi paracadutisti bielorussi che potrebbero essere schierati nelle aree di Kyiv e Zhytomyr. Un video mostra invece un convoglio dell'esercito bielorusso diretto verso il confine con l’Ucraina. 

       

    

Lukashenka ormai da giorni ha iniziato a parlare di bielorussi che subiscono violenze in Ucraina e di minacce terroristiche ucraine contro Minsk, questa propaganda non ha avuto effetto sulla popolazione, che rimane contraria alla guerra contro Kyiv. Le forze armate bielorusse comprendono quasi 45.000 militari e secondo gli esperti l’arrivo di truppe bielorusse potrebbe non cambiare molto l’andamento della guerra: sono soldati poco esperti e soprattutto senza alcuna motivazione per prendere parte a questo conflitto.

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  • Micol Flammini
  • Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)