Perché in America i tifosi politici urlano contro chi porta la mascherina

Daniele Raineri

E' diventata battaglia politica e simbolo identitario negli Stati Uniti, come il bilancio dei morti

Roma. Un uomo che urla “levati quella mascherina” a Steve Patterson, un reporter della tv Msnbc, mentre parla in diretta dalla California. Una donna che tallona con rabbia Adrienne Robbins, una inviata in Ohio, perché dentro il palazzo del governatore indossa una mascherina e la accusa davanti alle telecamere di terrorizzare la gente, “lo sai che l’azienda per cui lavori sta mentendo al popolo americano e in fondo lo sai anche tu che quello che fai è sbagliato”. Sono soltanto due episodi, ma rendono il clima negli Stati Uniti. La mascherina è diventata un simbolo identitario nella lotta fra trumpiani e antitrumpiani ed è finita nel meccanismo atroce del settarismo politico.

  

O da una parte o dall’altra. Questo riflesso condizionato ormai è un fatto e può essere riassunto così. Dal lato degli antitrumpiani se porti la mascherina sei una persona che sa mettere il bene collettivo prima di quello personale e sa adattarsi in modo intelligente ai tempi, se invece non la porti allora sei un ignorante senza speranze di redenzione che non riesce a capire nemmeno le norme di sicurezza più basilari nel mezzo di una catastrofe mondiale. Dal lato dei trumpiani se porti la mascherina sei un disfattista indegno di chiamarti americano e un cacasotto che si è fatto fare il lavaggio del cervello dai media e magari si sente superiore agli altri, se invece non la porti allora sei un patriota indomito che sa mettere al suo posto chi vuole limitare il bene più sacro degli americani, la libertà personale, e non si fa sedare dalla propaganda dei media. Il bello, in questa guerra fra categorie ideologiche, è che la mascherina odiata dai trumpiani è consigliata dal governo e quindi dall’Amministrazione del presidente Trump, che però non la porta – come è successo due giorni fa mentre era in visita in una fabbrica di mascherine in Arizona. Quando gli hanno chiesto perché non l’avesse, ha risposto che l’aveva indossata “ma nel backstage”, dove giornalisti e fotografi non avevano accesso, e che poi il proprietario della fabbrica gli ha detto di levarsela perché non c’era più bisogno. “Se non l’avete vista non so cosa farci”. Il proprietario, contattato dai media, ha detto che lo staff della Casa Bianca gli ha consigliato di non insistere sulla necessità di indossare mascherine. Ma Trump non la porta mai e, come spiega un articolo del sito Politico, alla Casa Bianca vedere qualcuno con la mascherina è molto raro anche quando c’è una riunione con venti persone. Il New York Times aggiunge che lo staff ha bollato come “allarmisti” i pochi membri del Consiglio nazionale che la indossano. Se i leader devono indossare la mascherina per lanciare un messaggio agli americani che sono ancora in piena pandemia e hanno visto il numero dei morti arrivare a 74 mila, allora il messaggio che arriva dall’Amministrazione è “non c’è problema, non usatela”. Una settimana fa il vice di Trump, Mike Pence, è andato persino a visitare un ospedale con malati di Covid-19 senza mascherina e poi si è difeso dicendo che come vicepresidente lui il test lo fa molto spesso e la mascherina si usa per proteggere gli altri quindi non ne ha bisogno. Ma all’uscita seguente l’ha messa.

 

La questione mascherina fa parte della più ampia battaglia politica sulla pandemia – la polarizzazione estrema come direbbero gli esperti. Un altro aspetto è la disputa sul numero reale dei morti, che cambia a seconda dell’appartenenza politica. Se sei democratico tendi a credere che il numero di morti sia superiore al bilancio ufficiale, se sei repubblicano tendi a credere che sia inferiore – secondo un sondaggio Ipsos/Axios pubblicato tre giorni fa il quaranta per cento dei repubblicani crede che il bilancio ufficiale sia gonfiato. Il motivo è sempre ideologico: chi vuole riaprire il più possibile senza ascoltare troppo gli avvertimenti degli esperti vuole credere che la pericolosità del virus sia esagerata. E finisce per gridare agli altri di togliersi la mascherina, maledetti rammolliti. Secondo il sito Axios, Trump si sarebbe lamentato con alcuni suoi consiglieri perché anche lui pensa che il bilancio sia gonfiato – e quindi è probabile che questa diverrà una linea molto battuta dai trumpiani nei prossimi giorni.

  • Daniele Raineri
  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)