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Non solo Amazon, anche Wish vende decorazioni natalizie su Auschwitz

Il memoriale del campo di concentramento nazista denuncia che l'azienda di Bezos distribuisce oggetti “inquietanti e irrispettosi”. La piattaforma rimuove la merce contestata. Ma oggetti simili si trovano anche su altri grandi siti di e-commerce

2 Dicembre 2019 alle 14:20

Non solo Amazon, anche Wish vende decorazioni natalizie su Auschwitz

Amazon ha rimosso dalla sua piattaforma alcune decorazioni natalizie su cui apparivano immagini del campo di concentramento di Auschwitz. Domenica mattina il memoriale del più grande campo di sterminio della Germania nazista aveva denunciato sul suo account Twitter la libera vendita sulla piattaforma americana di ornamenti descritti come “inquietanti e irrispettosi”. Il memoriale di Auschwitz ha confermato via Twitter la rimozione degli oggetti contestati dal sito di Amazon, ma ha allargato la denuncia alla piattaforma Wish Shopping. “'Decorazioni natalizie' con immagini di Auschwitz sono disponibili su Wish Shopping. Ci auguriamo che l'azienda reagisca come ha fatto Amazon, e che questi oggetti vengano rimossi al più presto”, ha ribadito il memoriale stamattina. L'azienda, finora, non ha risposto alla denuncia. 

  

Il New York Times ha riportato la dichiarazione di un portavoce di Amazon che ha confermato la rimozione dei prodotti dalla piattaforma e ha spiegato che “tutti i venditori devono seguire le nostre linee guida, e chi non lo fa verrà sanzionato, con la possibilità che il proprio account venga rimosso”. 

  

 

Secondo la Bbc, Amazon vendeva decorazioni per gli alberi di natale, apribottiglie e un tappetino per il mouse. Questi oggetti presentavano immagini di Auschwitz, tra cui i binari dei treni che trasportavano gli internati fino ai cancelli, i recinti di filo spinato, e i gli edifici in cui vivevano i prigionieri. 

 

  

In teoria, le policy di Amazon vietano la vendita di prodotti offensivi legati “alle tragedie dell'umanità”. Inoltre, l'azienda decide quali prodotti siano appropriati tenendo conto di una “comunità globale di clienti con diverse sensibilità e culture”. Ma malgrado le policy aziendali, la merce denunciata dal memoriale di Auschwitz veniva comunque messa in commercio. Non è chiaro per quanto tempo gli oggetti siano stati pubblicizzati sulla piattaforma, spiega il New York Times, al quale sono state negate ulteriori precisazioni.

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