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La lotta per l’Hôtel de Ville è tutta un’affaire d’ego. Parla Griveaux

"A Parigi nascerà il capitalismo del Ventunesimo secolo", ci dice il candidato sindaco di Macron per la capitale francese

18 Ottobre 2019 alle 10:03

La lotta per l’Hôtel de Ville è tutta un’affaire d’ego. Parla Griveaux

Vista su Parigi (foto Unsplash)

Parigi. La divisione della République en marche (Lrem) per Parigi 2020, con la candidatura dissidente di Cédric Villani, “mostra che non abbiamo ancora eliminato i difetti del vecchio mondo, ossia i problemi di ego”. Benjamin Griveaux ex ministro e candidato ufficiale di Lrem per sostituire Anne Hidalgo all’Hôtel de Ville, parla di “affaire d’ego” quando gli chiediamo di Villani e del suo rifiuto di allinearsi alla scelta della commissione d’investitura del partito macronista. A Parigi, i più maliziosi sospettano che il matematico medaglia Fields, presidente del comitato di sostegno di Hidalgo nel 2014, possa essere una talpa lanciata da quest’ultima per fare disordine all’interno di Lrem, un infiltrato mandato in missione per azzoppare Griveaux e spianare la strada alla riconferma della giunta socialista. “E’ stato spinto a candidarsi? Non saprei”, dice al Foglio Griveaux, prima di aggiungere senza troppa convinzione che Villani, tuttora deputato di En Marche, ha assicurato che “la Hidalgo è la sua principale nemica, dunque sono tranquillo”. Tranquillo? Se si guardano i sondaggi, dove Griveaux, veterano delle campagne elettorali, è dato al 19 per cento, e Villani, neofita delle battaglie politiche, è appena dietro al 15 per cento, c’è poco da star tranquilli nella macronia. Anche perché la Hidalgo continua a essere la preferita dei parigini con il 24 per cento di intenzioni di voto.

 

Griveaux, comunque, sembra avere le idee chiare sulle priorità da affrontare, a partire dalla fuga delle classi medie da Parigi. “Il problema del declassamento delle classi medie è centrale a Parigi, così come in tutte le metropoli occidentali. E quando si rompe la fiducia con le classi medie arriva il populismo: è ciò che è successo con la Brexit, negli Stati Uniti e in Italia”, dice al Foglio Griveaux. “Il mio obiettivo principale è quello di risedentarizzare le classi medie attraverso una nuova politica abitativa che metta l’accento sui cosiddetti ‘alloggi intermediari’ (a metà strada tra gli alloggi sociali e le abitazioni private, con un prezzo inferiore del 15-20 per cento rispetto al prezzo di mercato, ndr) e una modifica radicale del sistema di aiuti. Con le soglie attuali, le classi medie sono puntualmente tagliate fuori dalle sovvenzioni. E’ necessario rifondare il sistema di aiuti basandolo sul reddito disponibile, e non sul reddito lordo, così da permettere a una fetta importante di classe media di essere reintegrata. La questione dell’alloggio e dell’accompagnamento sociale sono fondamentali. Una città senza classe media è una città morta”, spiega il candidato di Lrem.

 

Contro Airbnb, la Hidalgo sta conducendo una guerra spietata, al punto da voler vietare l’affitto di appartamenti tramite l’app nei quartieri centrali di Parigi. “Non si può essere nemici dell’innovazione se si è sindaci di Parigi. Quando la Hidalgo afferma che Airbnb ha svuotato la capitale francese dice il falso. La metà della popolazione dei primi quattro arrondissement è sparita tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Novanta. I problemi vengono da più lontano”, analizza Griveaux, sottolineando che per molti affittare la propria residenza principale due weekend al mese garantisce un complemento di reddito vitale: “Bisogna essere duri contro chi specula, non con chi arrotonda a fine mese”. Sulla Brexit, Griveaux assicura che Parigi “è pronta ad accogliere la crème del trading e delle banche d’affari”, ma non vuole che la capitale francese abbia “il ‘capitalismo del Diciannovesimo secolo’ della City”. “Quello londinese è un capitalismo a breve termine, consumatore di risorse, non sostenibile. Voglio che Parigi diventi la prima piattaforma finanziaria verde del mondo, in termini di emissioni di green bond e social impact bond. Qui – conlcude Griveaux – può nascere il capitalismo del Ventunesimo secolo”.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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