Lo zampino dei giudici nella politica spagnola

Redazione

Una sentenza tragicomica sui mutui sconvolge mercati e istituzioni

L’altro ieri una sezione della Corte Suprema spagnola ha stabilito che l’imposta sugli atti legali connessi ai mutui ipotecari avrebbe dovuto essere pagata dalle banche che li hanno concessi e non dai beneficiari. Questa decisione, che peserebbe sulle banche per circa due miliardi nell’immediato e una cifra impressionante se applicata in modo retroattivo, ha determinato un crollo dei titoli finanziari spagnoli, che hanno perso circa sei miliardi. Ieri poi, impressionato dall’effetto della sentenza, il presidente di un’altra sezione della stessa Corte Suprema, Luis María Díez-Picazo, ha deciso di bloccarla, senza però sospenderla, ed è stato convocato un plenum per i prossimi giorni in modo da arrivare a una decisione definitiva. Nel suo comunicato, l’alto magistrato parla di “svolta radicale” della giurisprudenza in materia di mutui ipotecari e lamenta “l’enorme impatto economico-sociale” della sentenza. La Borsa questa volta ha reagito con euforia, ma se il plenum dovesse confermare e non cassare la sentenza tornerebbe la preoccupazione.

 

La confusione regna sovrana per le tensioni interne al massimo organismo della magistratura, che riflette contrasti politici evidenti. Le procedure seguite, la sospensione del contenzioso e dei ricorsi stabilita in modo così inusitato, con motivazioni estranee all’ambito giurisprudenziale, hanno creato il caos non solo nei mercati. Su un fronte del tutto diverso, quello che riguarda le misure cautelari che hanno portato in carcere molti dirigenti del movimento separatista catalano e la loro inibizione dalle funzioni nel Parlamento di Barcellona, provocano altrettanta confusione. Questa è aumentata dall’incontro del leader di Podemos, una specie di 5 stelle spagnolo, con il leader di un partito catalanista ora in carcere, che ha l’obiettivo di ottenere il consenso al bilancio spagnolo in cambio di una dissociazione del governo dalle decisioni del tribunale supremo. Questi intrecci perversi tra politica e giustizia e la politicizzazione delle scelte della magistratura aggravano i sintomi della crisi istituzionale spagnola, che ha caratteri tragicomici che la assimilano a quella in corso in Italia.

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