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Sull’eutanasia la Spagna copia l’Olanda

La legge cara ai socialisti è molto permissiva. Ben pochi si oppongono

19 Ottobre 2018 alle 06:00

Sull’eutanasia la Spagna copia l’Olanda

Una manifestazione a sostegno dell'eutanasia legale (foto LaPresse)

E’ all’ordine del giorno del parlamento spagnolo la legge sull’eutanasia. Il testo predisposto dal Psoe, che ha l’appoggio di Podemos, oltre a depenalizzare l’aiuto al suicidio prevede che siano le strutture sanitarie pubbliche a praticarla come una cura normale. I casi in cui è consentita sono assai ampi e prevedono, oltre alle malattie gravi e incurabili con limitata aspettativa di vita, anche la disabilità irreversibile che provoca sofferenze fisiche o psichiche. In parallelo, i moderati di Ciudadanos hanno presentato un disegno di legge sulle cure palliative, simile alla normativa vigente in Italia e condizionano l’appoggio o l’astensione sulla proposta socialista all’approvazione del loro testo, che non viene considerato alternativo all’altro.

 

La stampa di sinistra spagnola plaude e parla del suicidio assistito come di un “diritto civile”. In un editoriale del Pais si sostiene addirittura che “molti pazienti di patologie neurovegetative decidono di suicidarsi molto prima di quando vorrebbero a causa del timore che l’avanzamento della malattia impedisca loro di farlo in seguito”. Insomma, il diritto al suicidio assistito sarebbe un antidoto al suicidio volontario precoce. Una normativa così estesa in Europa esiste soltanto in Olanda, anzi quella spagnola è per certi aspetti ancora più permissiva. E’ probabile che il governo insista per una rapida approvazione anche per accentuare l’isolamento politico del Partito popolare e per tentare di ripetere la vicenda dei governi di José Luis Rodriguez Zapatero, noti per loro estrema caratterizzazione anticlericale. Dopotutto, a parte qualche documento di condanna da parte della chiesa e l’opposizione parlamentare dei popolari, non c’è in Spagna una vera battaglia di contrasto alla cultura della morte. Un paese che fino a pochi anni fa veniva considerato una trincea del cattolicesimo cede senza combattere alle incursioni del laicismo. E’ un fenomeno simile a quello che investe la Polonia, dove la chiesa cattolica, che pure ha avuto un peso determinante nella liberazione dal comunismo, ha perso gran parte della sua influenza. Sono segni di un’Europa che cambia, e non per migliorare.

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