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Ma quale risurrezione, Kim Jong-un prima o poi partirà a cavallo di un razzo

L’uomo di nuovo primitivo davanti alla presunta fine del mondo

17 Giugno 2018 alle 06:30

La strana simmetria tra Kim Jong-un e Donald Trump

Kim Jong-un (foto LaPresse)

Madonnina Santa aiutaci tu. Non parlo soltanto di quel folle che tante ne ha fatte e sicuramente altrettante ne farà, quel Kim circondato dai razzi e dagli schiavi che lo coronano di altrui povero sangue, ma anche parlo di tutti coloro che gironzolano in questo meraviglioso e tragico pianeta. Certo, l’idea che Kim possa spingersi qua e là instaurando bellezze e virtù, redimendo e redimendosi qual santo che porta nuove gioie, fa rabbrividire.

 

Kim da una parte, Trump dall’altra: sembrava una guerra all’ultimo sangue ma ora stanno facendo comunella, spregiando ben più interessanti personaggi, che rimangono perplessi e addirittura avviliti per quel che combina Trump, per il suo modo di fare. Trump: molti, moltissimi occidentali, e non solo, sembrano temerlo, e si spaventano e rattristano. Di che? Niente di meno che della fine del mondo, quella che tanti temono e tanti altri, in segreta follia, auspicano. Un gran numero di persone non ha più voglia di vivere, stanco per un motivo o per l’altro desidera morire, magari alla grande, con eroismo o furoreggiando con Isis. Lo stesso Napoleone d’altronde, tanto amato ancora dai cari francesi, di giovanotti ne ammazzò milioni e tutt’oggi viene osannato. Disdicevole, ma c’è chi non molla. In questo, trovo i francesi a volte più fuori luogo degli americani. E gli americani oggi al potere? Beh, tutti quanti abbiamo visto al cinema il Dottor Stranamore ansioso di distruggere il mondo, e penso che non sia facile fare i folli in certe circostanze. Vecchie storie, pensiamo al mondo che Hitler ha cercato di distruggere e solo per poco la civiltà è salva, grazie per l’appunto all’America gloriosa e vittoriosa negli anni che salvarono l’Europa e tutto il resto. Insomma, Trump non vuole distruggere il mondo in nessun modo; è solo che quella sciocchina di una Hillary poteva cazzeggiare di meno e darsi più da fare… Insomma avete capito, abbiamo capito… Cosa? Un po’ di tutto e di niente, c’è un grande pasticcio in questo ronzio cosmico che spesso carica l’infanzia di morte. Lo stesso Kim non capisce granché, stava meglio quando lanciava i suoi razzi. Comunque sia, differentemente dalla vittoria che Lucio Caracciolo osanna, non credo alla resurrezione di Kim, credo piuttosto che prima o poi a cavallo di un razzo quel goffo tipo partirà, probabilmente sott’acqua, per restarci. Dubito assai che Trump sia uno scemo; un certo tipo sì ma scemo no.

 

Che tipo è il presidente Trump? Ambisce a ben altro, dicono i suoi perfidi detrattori, vuole spazzare l’Europa e la sua bellezza, la sua gioia di vivere, la sua grazia, tutto, tutto. Si è notato lo sguardo di odio di Trump verso la fiera tedesca, una donna coraggiosa, in lui compare un odio senza fine, per lei e per noi tutti. Un tempo Trump rideva, chissà cosa c’è in lui, forse l’odio è fortissimo, ma da dove viene non si sa. Le donne? Gli insulti? Ma no, ha tutto ai suoi piedi, eppure… Cos’è per lui l’Europa? Quella che tanti eroi americani salvarono lasciando la vita sui campo di tanti altri? Forse proprio la loro bontà, forse Trump vuole farci pagare di avere accolto la grandezza dei nostri salvatori, occorre schiacciare noi ancora più dei Kim, noi bestie zozze e antipatiche e presuntuose, indegne di vivere se non a quattro zampe, mentre i superbi cavalli russi si affrettano a dare pedate tranquillamente. Ma ovunque c’è il pericolo per Trump: la sua regale figlia. Lei strizzò l’occhio al mite Trudeau padre di famiglia, che ora con sguardo feroce Trump annichilisce. La volontà perversa di godimento deve distruggere, umiliare, negare, annientare l’altro.

 

Scrive Freud: “E ora consentitemi di guardare ancora una volta a come ci ha ridotti la guerra. Essa ci toglie via tutte le successive sedimentazioni della civiltà, e lascia riemergere l’uomo primitivo che è in noi. Ci costringe di nuovo a essere eroi che non vogliono credere alla propria morte, ci addita lo straniero come un nemico di cui si deve procurare e desiderare la morte, e ci spinge a non tener conto della morte delle persone amate… Non sarebbe meglio restituire alla morte, nella realtà e nei nostri pensieri, il posto che le spetta? Ma certamente contribuirebbe a rendere nuovamente la vita più sopportabile, e sopportare la vita è il primo dovere di tutti i viventi”.

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